ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su QN
IL GIORNO il Resto del Carlino LA NAZIONE

(Sezione:      Pag.     )
Venerdì 6 giugno 2003

 

 

«Bombe alla Cisl, stessa matrice degli omicidi Br»

 


 

ROMA — Gli attacchi alla Cisl e le intimidazioni al suo leader Savino Pezzotta (nella foto) fanno parte di un disegno eversivo delle Br e dei gruppi di matrice marxista-leninista, che ha come obiettivo la rottura definitiva dell'unità sindacale e la collocazione su fronti contrapposti delle due maggiori organizzazioni dei lavoratori italiani. Esiste infatti «una sostanziale continuità ideologica, e forse anche operativa, tra gli assassini di Marco Biagi e Massimo D'Antona e gli aggressori della Cisl e di Pezzotta».

«Continuità ideologica»
Un attacco che vede nel mirino del terrorismo il sindacato cattolico e il suo segretario generale «per le scelte coraggiose compiute in materia di flessibilità del lavoro, che è uno dei princìpi più aspramente contestati dalle Br-Pcc nei volantini di rivendicazione degli omicidi D'Antona e Biagi».

Lo ha affermato ieri alla Camera il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, il cui allarme è stato pienamente condiviso da Massimo Brutti, vicepresidente del gruppo Ds al Senato («La sua preoccupazione è anche la nostra») e da Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita («Ma attenzione a chi delegittima il sindacato»), mentre Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, ha definito gli attacchi alla Cisl «attività di violenza politica che si avvicinano pericolosamente alla violenza terroristica, con lo scopo di disgregare non solo la comunità sindacale, ma le comunità di lavoro in generale». Come ha reagito il leader della Cisl all'intervento di Pisanu a Montecitorio? «Bisogna che tutto il sindacato unito risponda al terrorismo», ha detto Pezzotta. Aggiungendo: «Le mie preoccupazioni sono rivolte alla mia organizzazione. Sono state colpite diverse sedi e per questo dico che l'unica risposta è quella unitaria». A tal fine sono previste iniziative regionali, la prima delle quali in Sardegna (regione in cui la Cisl è stata più colpita), un'altra al Centro-Sud, una terza al Nord. E Francesco Rutelli, leader della Margherita, ha riconfermato a Pezzotta «amicizia, fiducia, stima, apprezzamento».

Richiamo all'equilibrio
Il ministro Pisanu (che ha ricordato come cinque dirigenti Cisl siano sotto scorta) non ha esitato a parlare di «particolare preoccupazione per l'inusuale insistenza sul nome del leader della Cisl», perché quella che si è scatenata contro la confederazione sindacale guidata da Pezzotta «non è solo violenza politica diffusa, è qualcosa di più grave». Pisanu ha inoltre ribadito come «il dissenso sia il sale della democrazia che deve essere garantito». Ma ha anche richiamato le forze politiche «a vivere con maggiore compostezza ed equilibrio le proprie divisioni e a opporre un fronte compatto alla violenza eversiva», oltre che a non sottovalutare «il processo di aggregazione che si sta realizzando nell'arcipelago del terrorismo, proprio intorno all'esperienza delle Brigate rosse».


 

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