ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
(Sezione:        Pag.     )
Venerdì 5 settembre 2003

Lettera al Direttore di Alfredo Mantovano


 

Gentile Direttore,

ho letto con interesse l'editoriale di Fabio Ciaramelli intitolato Voglia di sicurezza. Il Portiere è utile e concordo sull'utilità di rilanciare quest'antica figura ai fini della sicurezza. Nel mese di maggio di quest'anno il governo ha varato un disegno di legge sulla sicurezza sussidiaria, cioè su quelle modalità di partecipazione al lavoro di tutela dei cittadini, ulteriori rispetto alle forze di polizia: la discussione del testo inizierà alla fine di questo mese.

A fianco al lavoro degli istituti di vigilanza è disciplinata, fra le altre, la figura del custode abilitato. Mentre fino a oggi è mancata qualsiasi regolamentazione del portierato, con le nuove disposizioni un condominio potrà rivolgersi a un'impresa di sicurezza, che dovrà munirsi di una licenza del prefetto e assumere dipendenti iscritti in un registro tenuta in questura. Questo non comprime il ruolo del portiere tradizionalmente inteso, ma fornisce garanzie di serietà e di affidabilità maggiori: l'iscrizione nel registro esige infatti precisi requisiti soggettivi, primo fra tutti l'assenza di precedenti penali significativi.

Il portiere che non lavora per una impresa può valorizzare la propria professionalità sostenendo un apposito tirocinio e iscrivendosi autonomamente come custode abilitato nel registro presso la questura. I custodi abilitati - che, se lo desiderano, potranno farsi riconoscere da una particolare uniforme - hanno l'obbligo di riferire all'autorità di PS ogni circostanza utile per prevenire o per reprimere i reati, e di corrispondere a ogni richiesta rivolta nella medesima direzione dalla stessa autorità.

L'ipotesi avanzata dal presidente del COCER circa la defiscalizzazione degli oneri per i condomini è interessante, ma contrasterebbe col principio di eguaglianza, e con la garanzia della concorrenza, se non fosse estesa ad altri soggetti i quali - per la loro particolare attività (per es., commercianti) - decidano di fruire dei servizi di una guardia giurata: la teorica con divisibilità dell'idea deve quindi fare i conti con i limiti del bilancio statale. Nulla esclude che una ipotesi di aiuto in tal senso possa essere presa in considerazione dagli enti territoriali, anche in relazione alla specificità di alcuni quartieri.

Dopo il poliziotto e il carabiniere di quartiere, tentiamo un passo ulteriore sulla strada della sicurezza partecipata, che deve un numero sempre maggiore di soggetti coinvolti sul fronte della garanzia dei diritti, pur nel rispetto delle competenze di ciascuno.


   Alfredo Mantovano

 

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