ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su IL MESSAGGERO
(Sezione:    Pag.     )
Martedì 20 maggio 2003

di CRISTIANA MANGANI

Nuovi colpi "dopo" Roma e Milano

Protezione pentiti: a Napoli e a Cagliari altri misteriosi furti


ROMA - Quattro colpi negli ultimi mesi. Dopo Roma e Milano, ora anche Napoli e Cagliari. Altri due furti sono stati messi a segno nelle sedi ipercontrollate del Servizio centrale di protezione, gli uffici riservati del Viminale che si occupano della gestione dei “pentiti" di mafia e dei testimoni di giustizia. Oltre cinquantamila euro il bottino complessivo. Una cifra non altissima che fa porre diversi interrogativi proprio mentre si discute sulla concessione degli arresti domiciliari a Enzo Brusca, fratello del boss mafioso Giovanni (anche lui pentito) e reo confesso di diversi omicidi.

Il sospetto è che chi colpisce aprendo le cassaforti dove vengono conservati i soldi destinati all’attività “esterna" dei collaboranti - viaggi, trasferte per gli interrogatori, visite ai familiari, alberghi - lo faccia, in realtà, perché sta cercando qualche indirizzo o indicazione che non ha ancora trovato. In quegli uffici, infatti, sono custoditi gli elenchi con le nuove identità dei pentiti, con i domicili loro e dei parenti. Elenchi segretissimi che qualcuno potrebbe aver interesse a leggere o fotografare, magari per rivenderli al migliore offerente.

La Procura di Roma e quelle delle altre città d’Italia dove i furti sono stati commessi, stanno indagando per cercare di trovare i responsabili. E altrettanto stanno facendo al Viminale, dove l’indagine amministrativa condotta dal direttore centrale della polizia criminale Francesco Fera, avrebbe portato a dei risultati. Il prefetto ha riferito sulle eventuali responsabilità ai vertici del ministero dell’Interno ed è facile ipotizzare che qualche testa potrebbe cadere. Sono mancati dei controlli? Gli uffici del Servizio sono così facilmente attaccabili?

Per saperne di più bisognerà aspettare le conclusioni dell’inchiesta interna, ma anche gli esiti delle indagini delle varie squadre mobili d’Italia. Gli inquirenti stanno scavando nella vita di chi lavora nei Nuclei operativi di protezione, le sedi distaccate che, negli ultimi mesi, sono state “visitate" dai ladri. Si cerca di sapere se qualcuno di loro avesse problemi economici, o rapporti non proprio leciti con la criminalità organizzata.

Sui furti ai Nop, comunque, vuole saperne di più anche la Commissione antimafia che ha deciso di ascoltare il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. Il viceministro presiede il comitato del Viminale sul programma destinato ai collaboranti e già nei giorni scorsi ha tenuto a sottolineare che nessun documento riservato è stato sottratto dagli uffici.


    

 

vedi i precedenti interventi