ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su Il Mattino Sabato 9 marzo 2002

ELENA ROMANAZZI

 

«Non si specula sulle tragedie»


 

C’è chi parla di una tragedia annunciata e chi attribuisce le colpe alle politiche per l’immigrazione che questo governo sta facendo. Cosa ne pensa lei, sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano?
«Non riesco a comprendere in che cosa consisterebbe il fallimento della politica del governo dal momento che il fatto si è svolto in acque internazionali e più vicino a Malta. Il sistema dei soccorsi è stato immediato, pronto e coordinato. Il peschereccio è intervenuto in soccorso. È stato seguito a distanza da una nave della capitaneria di porto che non si è avvicinata perché le condizioni di mare sconsigliavano l’avvicinamento. L’imbarcazione era piccola con 60 o 70 persone, il mare forza cinque. Non c’è nessuna relazione tra la politica presente o passata dei governi italiani. Chi vuole strumentalizzare anche le tragedie è libero di farlo, assumendosene le responsabilità».

Che cosa fare perché non si ripetano queste tragedie?
«Il problema non è di chi riceve, ma di chi fa partire. Lo sforzo va nella direzione di una intensificazione della collaborazione internazionale. Ma per farlo è necessario essere almeno in due».

Cosa significa?
«Non è stato identificato con certezza il porto di partenza di questa imbarcazione, ma in termini di elevata probabilità sulla base di concordi informazioni sembra essere turco. Non voglio continuare in critiche pesanti alla Turchia, ma è un dato obiettivo che il grosso delle partenze si concentra lì. Pochi giorni fa l’ambasciatore ha spiegato che in sette anni hanno bloccato 290 mila clandestini in partenza dalle loro coste. Hanno ricordato anche l’Engine, la nave tragicamente affondata, dicendo che avevano avvertito l’ufficiale italiano ad Ankara. Hanno ammesso di essere in difficoltà nel controllo della loro costa ed è un passo avanti.

Ma questo non basta
«La nuova legge può incidere in un discorso di prospettiva sul piano della collaborazione perché al primo articolo condiziona i programmi di cooperazione sul terreno economico al rispetto del sistema dei controlli e di riammissione. Per la Turchia c’è un elemento in più vista la sua candidatura per entrare in Europa. Questo ingresso deve essere accompagnato da un impegno significativo dell’effettivo controllo delle frontiere».



vedi i precedenti interventi