ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo comparso su Libero Domenica 2 settembre 2001

di Nicola Apollonio

misure più dure per i clandestini e aiuti ai Paese da cui provengono

«Non ci saranno sanatorie per gli immigrati»


Selva di Valgardena - Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, ha un problema in più: risolvere il nodo-immigrazione. Se n'era già occupato da responsabile di An per i problemi dello Stato e l'aveva fatto con l'esperienza di un magistrato, qual'è, scandagliando anche i risvolti delinquenziali che un grande movimento di massa si porta sempre appresso.

Che posto occupa l'immigrazione nei programmi del governo?
«Un posto importantissimo: prima della pausa vacanze il Consiglio dei ministri ha ricevuto una bozza di disegno di legge che verrà consegnato al Parlamento per modificare la legge Turco-Napolitano. E' il momento di passare ai fatti rendendo operative le misure di prevenzione alla clandestinità, di integrazione dell'immigrato regolare, secondo i programmi del Cdl».

Quindi diventa concreta la rivisitazione della legge Turco-Napolitano?
«Si, C'è questo disegno di legge, composto da 25 articoli, che probabilmente sarà integrato alla luce delle osservazioni di tutti i ministeri, non solo di quelli che hanno collaborato alla stesura della bozza».

Immigrati: problema per il Sud o peso per il Nord?
«Né un problema né un peso se il loro ingresso avviene in modo regolare. Il loro arrivo in Italia deve essere sempre più un'opportunità per loro e per i datori di lavoro italiani che possono colmare le lacune del calo demografico e dell'indisponibilità degli italiani a svolgere certi lavori».

Sarà un reato l'immigrazione clandestina?
«No, il reato di immigrazione clandestina inteso come primo ingresso non è previsto neanche nella bozza consegnata al Consiglio dei ministri».

Allora, che si farà?
«Nella bozza si trovano due previsioni di reato che fanno riferimento alla clandestinità. Una è già contenuta nella legge Turco-Napolitano: il caso del clandestino che ha ricevuto un provvedimento di espulsione (già eseguito) e torna per la seconda volta in Italia da clandstino. Un reato punito in modo molto lieve, con l'arresto da 2 a 6 mesi. La sanzione non può essere così lieve: abbiamo previsto un incemento da 1 a 4 anni di reclusione».

E il secondo punto?
«L'ipotesi nuova è quella del clandestino senza indendità, nel senso che non si è fatto identificare e lo Stato di provenienza non ha collaborato. Viene immesso in un centro di permanenza temporanea per essere identificato: decorso il periodo - diciamo di 60 giorni - senza esito nell'identificazione scatta il provvedimento di allontanamento. Se resta ancora sul nostro territorio c'è reato di permanenza in clandestinità».

Qual'è l'aspetto più preocupante di quest'esodo verso Italia ed Europa?
«La clandestinità. Europa e Italia sono destinate a convivere con l'immigrazione per varie generazioni, visto che hanno rinunciato da tempo a fare figli. Quello che più preoccupa è lo sfruttamento criminale dell'immigrazione: il traffico di esseri umani che ha come prime vittime gli stessi clandestini. Per contrastarlo è necessaria una seria unità d'intenti a livello europeo».

Pensa che si possa fermare il traffico di vite umane dall'Albania? E come?
«Il trafficvo non si sviluppa solo dall'Albania. C'è anche il traffico turco e in proporzioni minori quello che viene dal nord Africa. Ma qui gli accordi internazionali stanno funzionando. Il primo terreno d'intervento è quello della pressione internazionale. Finchè non ci sarà un condizionamento delle politiche verso questi stati extraeuropei, come Albania e Turchia, al rispetto del minimo di legalità nei porti di partenza, il contrasto all'arrivo sarà inutile».

Lei più volte ha parlato di regolamentazione dei flussi. Cosi difficile accordarsi coi Paesi interessati all'emigrazione?
«No. Con la Tunisia gi accordi hanno dato risultati. Bisogna far capire agli altri Paesi che la collaborazione conviene a tutti».

E come si fa?
«Magari facendo leva sugli aiuti».

E' anche nei piani del Governo-Berlusconi varare qualche nuova sanatoria?
«La parola sanatoria non è nel nostro vocabolario. Al massimo si può dare la possibilità a chi è entrato in italia non da clandestino e in seguito ha perso il lavoro di trovare un nuovo lavoro regolare. Niente a che fare con la sanatoria».

Dicono che per affrontare il tema dell'immigrazione si sia creato un asse di ferro An e Bossi
«E' vero che c'erano esponenti di AN (Fini e il sottoscritto) e della lega (Castelli, Maroni e Bossi) ma erano presenze istituzionali. Il Governo è compatto negli obiettivi da raggiungere su questo fronte: la dimostrazione verrà quando il Consiglio approverà la bozza».

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