ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su Il Gazzettino
(Sezione:    Pag.     )
Domenica, 15 Giugno 2003

B.d.V.

 

Tutti insieme per impedire l'attracco delle carrette del mare

 

 

ROMA - Tutti insieme per impedire l'attracco delle carrette del mare, per rispedire al mittente i disperati che cercano di ricostruirsi una vita in Italia. La risposta ai numerosi sbarchi di clandestini sulle coste del nostro Paese è un pattugliamento continuo e coordinato (grazie alla direzione centrale dell'immigrazione) fatto dalla Guardia di Finanza (sorveglierà le acque nazionali), dalla Marina militare (sorveglierà quelle internazionali) e dalle Capitanerie di porto. Non solo. Si punta anche ad una «nuova forza», ovvero la ratifica di trattati internazionali con i Paesi (soprattutto la Libia) dalle frontiere smagliate, dai governi compiacenti, che spesso diventano ponte di lancio per disperati africani, asiatici, per gente che viene da chissà dove. È quanto è stato deciso, ieri, al Viminale, durante una riunione, indetta dal ministro dell'Interno, Beppe Pisanu. Vi hanno partecipato il sottosegretario Alfredo Mantovano (An) e i vertici dell'Arma, della Guardia di Finanza, della Marina militare e delle Capitanerie di porto. Il decreto anti-sbarchi è pronto, dice il ministro. E giura che gli sbarchi, con la nuova legge, sono quasi dimezzati (5.269 nei primi sei mesi del 2003, contro i 10.399 dello stesso periodo nel 2002). Tutte storie, protesta il centrosinistra. Questa legge sull'immigrazione è un disastro e Livia Turco (Ds) presto lo spiegherà in un libro bianco di denuncia.

E mentre (anche ieri...) si avvistavano barconi e carrette del mare, il leghista Roberto Calderoli paragonava il vertice ministeriale al naufragio del Titanic: «L'orchestra continua a suonare mentre la nave affonda. Mentre Pisanu e soci discutono le strategie, orde di clandestini continuano a sbarcare. Sembra una presa in giro». Secondo il vicepresidente del Senato, ma è il parere anche di Umberto Bossi, c'è qualcuno che gioca sporco: «Che fine hanno fatto i decreti attuativi della Bossi-Fini?». Gli risponde, pungente, la Turco: «Il ministro Bossi è patetico. Pensa di risolvere il fallimento della sua legge con il varo del regolamento attuativo della medesima. Conferma ancora una volta, di non conoscere la materia perché le norme sulle espulsioni della Bossi-Fini sono entrate subito in vigore. E sono proprio queste, in modo particolare, a dimostrare il loro fallimento». La Turco spiega che chi riceve il foglio di via (62 mila e 500 secondo le cifre ufficiali) se ne resta in Italia. C'è poi la regolarizzazione che va a rilento, gli scafisti che restano impuniti, l'aumento delle espulsioni selvagge. E poi, continua Gianfranco Pagliarulo (Pdci), la Bossi-Fini impedisce al regolare di mantenersi tali per via delle nuove regole.


   

vedi i precedenti interventi