ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Giovedì 21 febbraio 2002



Continua al Senato lo scontro sulla nuova legge che regola l'arrivo degli extracomunitari. Per l'ostruzionismo dell'Ulivo approvati solo 6 articoli su 24. L'intervento del sottosegretario agli Interni

Battaglia sull'immigrazione
Mantovano: sì alle navi per pattugliare la costa


 

ROMA - L'Ulivo continua a dare battaglia al Senato contro la legge sull'immigrazione. Per tutta la giornata nell'aula di Palazzo Madama, dove si è iniziato ad esaminare gli emendamenti alla legge Fini-Bossi, è stato tutto un susseguirsi di continue richieste di verifica del numero legale e di interventi dei senatori del centrosinistra su ogni singolo emendamento messo ai voti.

Il tutto con qualche momento di tensione: il numero legale è infatti assicurato, per una manciata di voti, solo dalla massiccia presenza di senatori del centrodestra in aula, mentre i senatori dell'Ulivo li accusano continuamente di far ricorso ai 'pianistì, cioè ai parlamentari che di nascosto votano anche per i colleghi assenti. L'ostruzionismo dell'Ulivo ha avuto l'effetto di rallentare l'esame degli articoli: durante la giornata ne sono stati votati solo 6 su 24. Tra questi, anche l'articolo che subordina il permesso di soggiorno ad un contratto stipulato tra un datore di lavoro e un cittadino extracomunitario.

Confermato l'obbligo per il datore di lavoro di garantire l'alloggio per l'extracomunitario impiegato: è stato però specificato che tutti gli oneri riguardanti la sistemazione abitativa ricadranno sul lavoratore. Confermato anche l'obbligo del datore di lavoro di pagare le spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza. Durante l'esame della legge, sono emerse le diverse posizioni presenti nella maggioranza. I cattolici dell' Udc hanno presentato un pacchetto di emendamenti volti ad alleggerire il contenuto della legge, tra i quali parecchi illustrati da Alessandro Forlani, figlio dell' ex segretario Dc; all' opposto, i senatori della Lega Nord hanno presentato altri emendamenti per rafforzare la linea dura contro l'immigrazione clandestina.



L'intervento di Mantovano

Il governo ha difeso la decisione di ricorrere alle navi da guerra per combattere l'immigrazione clandestina ed assicura che si tratterà di un impiego perfettamente legittimo, previsto dalle norme e dagli accordi internazionali. Alfredo Mantovano, sottosegretario agli Interni, è intervenuto in aula per difendere il ddl al quale ha personalmente lavorato. Gli argomenti di Mantovano hanno causato una reazione risentita da parte dell'Ulivo anche perchè il rappresentante del Governo ha fatto ricorso, talvolta, a toni franchi e sarcastici. Quando, per esempio, ha parlato del dovere di difendere le nostre coste, Mantovano si è rivolto alle opposizioni per chiedere loro se «questi doveri si esercitano con il windsurf o se, invece, si esercitano, come prevede la Costituzione, con le navi da guerra, giacchè nella convenzione internazionale che l'Italia ha ratificato nel '94 si usa espressamente questa terminologia».

Mantovano non si è limitato però ad una puntuale difesa delle proposte del Governo sull'immigrazione, ma è spesso passato al contrattacco, tacciando le sinistre di volersi «ergere a sommi giudici di europeismo tanto da ritenersi autorizzati a rilasciare continuamente patenti di affidabilità europea alla maggioranza». Per confermare le sue critiche il sottosegretario agli Interni ha citato i contenuti di una direttiva che il Consiglio europeo si accinge ad adottare e nella quale si limita ad un massimo di tre anni la concessione di permessi di soggiorno ad extracomunitari ancorandoli in modo ferreo allo svolgimento di un'attività lavorativa. «A differenza di quanto è stato sostenuto dall'opposizione - ha detto Mantovano - il ddl all'esame del Senato, ci avvicina all'Europa molto più di quanto non avvenga con la legge Turco-Napolitano». Il sottosegretario ha quindi ricordato, confermandone la piena validità i quattro punti cardine che ispirano la riforma: il collegamento di un lavoro certo, non meramente teorico, al permesso di soggiorno; l'effettività del sistema delle espulsioni; un maggior rigore nei trafficanti di uomini; nuove disposizioni per evitare la strumentalizzazione dell'asilo. In definitiva, per Mantovano, quella sull'immigrazione non è una legge «contro, ma una legge a favore degli italiani, degli europei e di tutti gli immigrati che entreranno in Italia in modo regolare per rispettare le nostre leggi e per lavorare onestamente».

Mantovano ha ricordato ai senatori che nel 2001 e nelle prime settimane del 2002 «sono giunte sulle coste dell'Italia meridionale 62 navi, per un totale di 9.841 clandestini, la gran parte proveniente dalla Turchia, alcune dalla Tunisia, una dalla Libia, sette dallo Sri Lanka». E ha ricordato che il nostro Paese ha ratificato e reso esecutiva la legge del '94 derivante dalla Convenzione di Montego Bay dell'82 che riconosce agli Stati costieri la potestà di adottare nel mare territoriale «tutte le misure necessarie per impedire ogni passaggio che non sia inoffensivo». La Convenzione fa riferimento, tra l'altro, «alle attività finalizzate al carico e allo scarico di persone in violazione delle leggi e dei regolamenti di immigrazioe vigenti nello Stato costiero e al trasporto di persone ridotte in stato di schiavitù».

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