ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Mercoledì 20 marzo 2002

Giuseppe Mazzarino

lo scontro
Dopo lo sbarco di Catania dal presidente della Repubblica un richiamo fermo e grave ai doveri umanitari. Ma la Lega non solo non accoglie il monito del Quirinale ma lo contesta apertamente con toni anche forti

 

Ciampi: accogliamo gli immigrati

Bossi lo attacca e sulla legge vuole il voto di fiducia


 

ROMA - Immigrazione, è guerra. La Lega è all'attacco: non solo degli immigrati, non solo delle opposizioni ma anche di alcuni ministri, delle forze di governo moderate, persino del Presidente della Repubblica, dal quale il capogruppo dei deputati lumbard, che lo accusa oltretutto di «approccio semplicistico», pretende «neutralità». Ed è Bossi in persona a ribadire che «sull'immigrazione non la penso come Ciampi, sarebbe come dare messaggi di accettazione, mentre serve la fermezza».

Un Bossi scatenato intima a Berlusconi di porre la fiducia sulla nuova legge sull'immigrazione, mentre il governo, oltre allo stato di emergenza predisposto da Scajola, si appresta a chiedere - lo ha confermato Giovanardi - la procedura d'urgenza. I centristi dell'Udc (ma anche il leader del Pri, La Malfa, e non pochi forzisti) reagiscono difendendo Ciampi e le ragioni dell'umanità, mentre Centrosinistra e Rifondazione partono all'attacco del governo.

Rutelli scavalca a Sinistra Fassino e carica a testa bassa contro la tv, Rai e Mediaset, colpevole, secondo lui, di aver messo in secondo piano, dopo la vittoria del Centro-Destra, la prosecuzione degli sbarchi di clandestini: «in campagna elettorale il Centro-Destra ha fatto leva sul sentimento di insicurezza dei cittadini, trovando vasta eco sui mass media. Una volta al governo non è stato capace di risolvere il problema ed ha cercato di nasconderlo. Quanto alla sicurezza, l'ultima finanziaria dell'Ulivo stanziava 2000 miliardi, quella del Centro-Destra ha tagliato ben 1000 miliardi».

Incalza l'ex ministro dell'Interno, Bianco (Margherita): «dicevano che eravamo un Paese colabrodo; adesso è peggio, gli sbarchi sono triplicati». E Fassino: «ora governano loro, ma i clandestini continuano a sbarcare».

Anche D'Alema interviene sulle «bugie» del Centro-Destra: «quando al governo c'eravamo noi dicevano ad ogni sbarco che era colpa della politica permissiva del Centrosinistra. Adesso ci rendiamo conto che non era vero. Quante bugie...». Il presidente dei Ds non ha dubbi, poi, sul destinatario delle parole di Ciampi sul dovere di solidarietà: «credo che si riferisca a Bossi, che ha attaccato brutalmente il governo». E aggiunge: «noi non organizziamo manifestazioni contro il governo per lo sbarco di clandestini, come faceva la Destra nella passata legislatura. Bossi invece continua ad organizzare manifestazioni anche contro il suo governo».

Dicevamo della richiesta del Senatùr di porre la fiducia sulla nuova legge, la cosiddetta Fini-Bossi: «al fine di evitare giochi criptodemocristiani», proclama. I centristi dell'Udc si esercitano nella cristiana virtù della pazienza. Il leader Follini non intende commentare. Solo il capogruppo Volontè sbotta: «porre la fiducia? appare chiaro che è la Lega che rivolge sfiducia e attacchi a molti esponenti del governo, al presidente del Consiglio, al presidente della Camera e da oggi anche al presidente della Repubblica. Per non parlare poi degli attacchi agli industriali veneti, ai sindacati, alla Conferenza episcopale italiana...». La Lega, invece, non recede. Se La Malfa, nella maggioranza, si chiede «che dovevamo fare, buttarli a mare con tutti i bambini?», il leghista Calderoli ribatte: «bambini? Giornali e tv si guardano bene dal diffondere una realtà di fatto che cozza col loro buonismo.
Oltre ai bambini sbarcano delinquenti e terroristi». E il capogruppo lumbard, Cè: l'approccio di Ciampi è semplicistico; la politica dei passati governi ha trascurato la famiglia quindi si fanno pochi figli; quanto agli industriali, vogliono calmierare il mercato di lavoro con gli extracomunitari, una scelta interessata. Solidarietà? La soluzione non è far venire qui le persone».

Su quest'ultimo punto concorda anche Alleanza nazionale, che con Mantovano e Gasparri ricorda come sia importante sia effettuare interventi nei Paesi in via di sviluppo sia «esigere controlli maggiori da parte dei Paesi dai quali partono queste carrette con a bordo migliaia di persone che rischiano la vita», come ricorda Gasparri. In ogni caso, ricorda il ministro per gli Italiani nel mondo, Tremaglia (An), «l'accoglienza è un atto di civiltà che abbiamo il dovere di compiere». «Immaginare un'azione che non si muova con pari intensità su tutti i versanti è sbagliato oltreché inutile. Rispetto dei diritti umani, accoglienza per profughi e rifugiati, piena integrazione per chi lavora, rigore verso i clandestini, repressione degli schiavisti: queste le linne guida del governo», illustra Fini.

«Ci vuole maggiore collaborazione europea», sottolinea intanto il ministro Scajola (contro il quale si scaglia il capogruppo dei lumbard alla Regione Lombardia, chiedendone le dimissioni!...), in piena sintonia col presidente della Commisisone Ue, Romano Prodi, che evidenzia come il problema immigrazione «eccede la capacità di conoscenza, di organizzazione, di ordine, di disciplina di ogni singolo Paese; c'è la necessità di una politica di cooperazione europea in materia».

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