ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


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Articolo pubblicato su LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
(Sezione:  GAZZETTA di LECCE   Pag.   Page 66    )
Venerdì 12 Settembre 2003

e.t.

Politica Il coordinatore regionale del partito spiega le ragioni che potrebbero portare Forza Italia alla guida di Palazzo dei Celestini

Tatarella: «An non può avere tutto»

Saccomanno a Brindisi? Per un leccese potrebbe liberarsi un posto in giunta  



«An non può avere tutto quello che chiede: bisogna tener conto dello scacchiere regionale». L'onorevole Salvatore Tatarella, coordinatore regionale di Alleanza nazionale, spiega le ragioni per cui non potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di un candidato del proprio partito alla presidenza della Provincia. E non perchè la richiesta non sia accettabile. Il fatto è che nell'ambito delle diverse realtà pugliesi appare più concreta l'ipotesi che la candidatura alla presidenza della Provincia venga strappata da An a Brindisi, nella persona dell'assessore regionale Michele Saccomanno. In questa maniera, il posto disponibile in Giunta potrebbe essere attribuito ad uno dei due consiglieri di An, Saverio Congedo e Roberto Tundo. Al momento il primo, pure presidente provinciale del partito, avrebbe decisamente molte più chance, anche in vista di un'eventuale rivendicazione della candidatura a sindaco di Lecce, fra tre anni. Tornando alla corsa per Palazzo dei Celestini, Tatarella tiene a precisare di «andare alla ricerca della soluzione più condivisa possibile all'interno di An e della coalizione. Più sarà condivisa, più la candidatura avrà possibilità di vittoria. Sono sempre lontano dall'accendere polemiche e da schieramenti partigiani».

Però in An ci sono posizioni diverse. Come mai?
Mi sembra normale che sia in una coalizione sia in un partito ci possano essere opinioni differenti. In questo caso, comunque, ciascuno dei sostenitori di ragionamenti diversi ma entrambi rispettabili, ha una strategia il cui obiettivo finale è la vittoria della Casa delle libertà e, nei limiti del possibile, una migliore affermazione di An. Chi chiede la presidenza per il proprio partito (Roberto Tundo, ndr) immagina che la presidenza abbia un effetto di trascinamento sulle liste elettorali del partito stesso. Ed è una tesi accettabile. Infatti, quando sono stato candidato sindaco ho portato il partito al 34 per cento raddoppiando i voti rispetto a Forza Italia. Chi sostiene, invece, l'altra tesi (Alfredo Mantovano, ndr), vale a dire la presidenza ad un altro partito, immagina di avere una compensazione in termini di vice presidenza, assessorati ed altro. Entrambi, però, si muovono pensando al risultato vincente per la Casa delle libertà. Ma alla fine questi discorsi teorici, entrambi validi, debbono fare i conti con le proposte e le pretese degli altri partiti nello scacchiere regionale.

Quale ipotesi è giusta?
Non ho un personale punto di vista. Ma in qualità di coordinatore regionale gode di un punto di vista diverso. Certo, bisogna tenere presente lo scacchiere regionale: Foggia candida per il Comune l'onorevole Antonio Pepe, di An; a Bari personalmente sono sostenitore di una candidatura An per il Comune; a Brindisi sento dire autorevolmente che An potrebbe chiedere ed ottenere la presidenza della Provincia; a Taranto mi fanno il nome del senatore di An Semeraro come autorevole rappresentante di tutta la coalizione; a Lecce pure ci sono richieste. Le aspirazioni sono dappertutto e non possono essere soddisfatte tutte. Bisogna stabilire un criterio secondo cui il candidato indipendentemente dalla appartenenza partitica deve ottenere l'adesione più larga e sincera possibile perchè ci sono esempi, per ultimo le Provinciali a Foggia, dove pur essendoci il concorso unitario sull'unico candidato disponibile il risultato non è stato dei più soddisfacenti anche per un non eccessivo impegno di tutta la coalizione. Ora, attribuire un candidato ad un partito e poi magari non sostenerlo significa andare incontro a sconfitte certe.

E' più facile che An guadagni la candidatura alla presidenza alla Provincia di Brindisi nella persona dell'assessore regionale Saccomanno?
L'ho già visto scritto sui giornali. Dunque il posto che si libererebbe in Giunta potrebbe venire occupato da un consigliere leccese? Teoricamente potrebbe essere così. La politica è bella perchè è mutevole, ognuno può avere un'opinione, un sogno; quando furono scelti gli assessori regionali sia in questa legislatura che nella precedente, An ha stabilito il criterio della rappresentanza provinciale: ogni provincia doveva avere un suo candidato. E' tutto ciò che è accaduto fino a ieri. Quello che accadrà domani è inutile stabilirlo oggi perchè non sappiamo se quella eventualità si concretizzerà.


    

 

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