ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su IL FOGLIO
(Sezione:  PRIMA PAGINA  Pag.     )
Sabato 3 Maggio 2003

 

 

Divertissement

Altra lettera del Cav., ma stavolta è uno scherzo. E’ per Fini, Casini e Bossi. Tema: boia chi gnorra


 

Carissimi amici del governo, alleati adorati, preziosi coinquilini del condominio di tutte le libertà, o di quasi tutte, coleaders amatissimi, alea a questo punto sul serio iacta est, il momento è arrivato che nessuno può più fare lo gnorri. Avete capito, ho detto lo gnorri. Da ora in poi, nessuno può più fare lo gnorri. E a scanso di equivoci ripeto: lo gnorri. Esatto, nessuno può più farlo. Fare cosa? L’ho detto, nessuno di noi, di voi, né me né te, può fare lo gnorri”. Al presidente del Consiglio questa lettera contro lo gnorri era venuta giù di getto. Lì per lì aveva scritto: “In verità, caro Bossi, caro Fini, dolce Casini, caro Follini, in verità vi dico, boia chi gnorra. Fraterni saluti, vostro, Cav.”. Poi gli era sembrata troppo succinta, troppo sintetica. Si è dilungato perciò in qualche umano dettaglio: “Come tutti avrete capito, amici della willing, alleati della maggioranza, vecchia tempora ricurrunt. Cur? Perché vecchia tempora ricurrunt? Vecchia tempora ricurrunt, in verità vi dico, quod, dal momento che, ci risiamo col ribaltone. Del governo, certo. Quanto a me, me lo sento. E così penserei voi. Ma nel caso che no, che voi no, allora mi spiego.

Essi stanno proprio rimenando il torrone. Essi chi? I soliti. Quelli che non s’interrompe un’emozione. Che la par condicio. Che Travaglio è satira politica. Che di Zaccaria magari ce ne fossero e che Biagi è il colmo del professionale. Adesso si sono cucinati Previti. E Previti, in verità, in verità vi dico, Previti non c’entra un cazzo. O credete che i rimenatori del torrone siano Marie Goretti spaventate dal mostro? Errore, i rimenatori di torrone le Marie Goretti se le trombano in serie. Nulla li trattiene. Previti, Imi, Sir, Sme, io, me, o nulla, per i rimenatori è lo stesso. Consumare e consumare, l’obiettivo è ribaltare. Verso un governo tecnico, perché no? Un simil Dini, perché no? Un governo istituzionale, perché no? E se ci fosse un’altra grave sentenza? Importante? Me? Te? Sme? Perché no? C’è il semestre europeo alle porte. Perché no? E l’Italia, che figura, lo presiede, e quante chiacchiere, e che direbbe la Francia? E il Belgio. E allora, perché no? Questa, cari amici e coleaders, l’arietta che tira. I rimenatori di torrone fanno il loro lavoro. Appena sporco, ma che direste voi di fare noi il nostro? Dico sul serio, non per dire.

Decidere per via parlamentare se bloccare il processo Sme. Perchè non è un processo, è la mandorla del torrone. Decidere che non è più tempo di Franza o Spagna, basta che se magna. Facciamo come la Spagna, predicatorio, ritorno secco all’immunità parlamentare. Che era roba civile, a quanto sostennero solennemente i padri fondatori. Della famosa Costituzione. Solennemente richiamata, adesso sì, adesso no. E solennemente affossata, adesso sì e sulle prerogative della politica eletta adesso ancora. E allora basta volerlo. E basta sceglierlo, caro Fini, caro Bossi, dolce Casini e carissimo Follini. Perché, come si diceva all’inizio, a questo punto boia chi gnorra. Quando partì la nave della libertà non era per crociera, d’altronde, e si sapeva. Si sapeva un po’ tutti. Che erano i cosiddetti giudici, il problema. Con i rimenatori del torrone che la rimenavano grazie ai giudici. E con i giudici capaci mano a mano di rimenare in proprio i rimenatori del torrone. E che il bombardamento a tappeto della classe dirigente, era il problema. E fu per stopparlo, vale a dire per farne da scudo tra l’umano e il politico, che nacque Forza Italia. Come dire, la Casa delle Libertà.


Sarà dura, ma non c’è alternativa

Capisco, caro Fini, che è dura. Ma arrivati dove siamo arrivati, meglio dircelo. I silenzi, le attese, non sono più patrimonio esclusivo delle decisioni con le schiene irrevocabili. Viva il cambiamento. Però non sempre sarà saggio revocare le decisioni, ascoltare i sussurri, temporeggiare e temere. Roba vista, anche nel decennio. Scommettiamo? Verrà da te domani, credo sul presto, un ottimo Alfredo Mantovano che mi dicono sia il “Violante del centrodestra”, veramente ottimo. Serio, moderato, posato. E ti garantirà, lo giuro, che la corrente di Magistratura Indipendente gli ha proprio garantito la decisiva modifica del comma terzo dell’articolo quarto dell’ex articolo sesto, quello secondo cui il cugino di un cognato di un sostituto procuratore che poteva fare finora il cazzo che voleva, da posdomani un po’ meno. I rimenatori di torrone intenzionati a rimenare il governo, andrebbero forse caramellati in modo più diretto. Siamo pronti, Fini? Si marcia uniti? Potere noi sapere, credere, combattere?

Capisco anche te, Casini dolcissimo. E alleato bravissimo. E giovane, e bello, e luminosa la carriera davanti, e importanti parenti d’intorno, che finiscono in ‘one’. Ma fare lo gnorri? E parlare e parlare, con un cognome che termina in ‘ini’, di continuo con quell’altro che si conclude in ‘funi’? Tutta questa fatica? Con la Serbia ormai democratica? E nessuna speranza su Telecom-Iraq? Che gnorri, che noia. Conviene? Fa gioco? L’importante è dirlo. E tu, Bossi, mai una delusione dai dispetti del ’94.

 

 

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