ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
(Sezione: IN PRIMO PIANO   Pag.   3   )
Martedì 24 Giugno 2003

Salvatore Avitabile

 

«Il Polo non dimentichi la questione morale»

Mantovano:«Dieci anni fa imponemmo onestà e trasparenza. Pare che in puglia questi valori siano sbiaditi»


 

LECCE - «C'è il rischio che si possa tornare ai tempi di dieci anni fa quando la questione morale nei partiti non esisteva». Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno e esponente di spicco di Alleanza Nazionale, rompe il silenzio sulle vicende giudiziarie che hanno riguardato negli ultimi mesi personaggi politici della Casa delie Libertà a Bari e Lecce. Striglia i leader pugliesi dei partiti della coalizione. «Il vero problema non sono i casi singoli - riprende - ma la consapevolezza della classe dirigente pugliese sulla questione morale. Dieci anni fala Casa delle Libertà, con Forza Italia ed An, si presentò come una coalizione nuova perché impose i valori dell'onestà e della trasparenza. Ora pare che in Puglia nella coaliziòne questi valori si siano sbiaditi». Accusa Salvatore Mazzaracchio, coordinatore regionale di Forza Italia: «Sconcertanti le sue dichiarazioni sul caso-Bari» E gela le aspirazioni di Forza Italia di far rientrare nella giunta comunale a Lecce l'ex assessore Roberto Marti. «Pensavo che questa vicenda dal punto di vista politico fosse archiviata».

Un ritorno a Tangentopoli. Possibile?
«Vorrei fare una premessa. Tra il '93 ed il '94 la Casa delle Libertà (con Forza Italia, il Msi poi An e i popolari del Ccd) si formò con il desiderio di pulizia e di trasparenza e mettere alle spalle ciò che aveva provocato Tangentopoli. Il consenso dato a questa coalizione assolutamente nuova per la storia della Repubblica è dipeso da questo desiderio. Oggi la mia impressione, vedendo quello che sta accadendo in Puglia, è che dieci anni dopo i ricordi di una delie ragioni che aveva portato alla nascita del centrodestra forse si siano sbiaditi. Io mi rivolgo al centrodestra perché è lo schieramento al quale appartengo, ovviamente la questione morale investe entrambi gli schieramenti. Mi è difficile dimenticare, per ricordare un esempio quello che è accaduto sotto la mia diretta percezione, ciò che ho visto a Gallipoli due anni fa alle elezioni politiche. E così come difficile girarsi dall'altra parte di fronte alle vicende che hanno interessato la realtà brindisina qualche mese fa. Voglio solo parlare del mio schieramento, ma dall'altra parte chi ha incarichi politici qualificati a livello regionale non può praticare bene al consiglio comunale di Lecce e chiudere gli occhi a Brindisi».

Cosa deve fare il centro-destra?
«Il centrodestra ha in questo momento il dovere di porre come priorititario per se stesso il tema della questione morale e, quindi, della trasparenza. Deve trovare le energie per farlo, con convinzione perché questo è conforme intanto al buon senso e poi anche alle sue origini. Non mi preoccupano i singoli episodi, la storia ne è piena ed io non faccio processi a mezzo stampa, bensì la mentalità di fondo che affiora e sulla quale credo sia indispensabile riflettere. Io cito due casi emblematici»

Dica quali sono.
«A Bari un mese fa circa ci sono stati gli arresti di consiglieri ed ex consiglieridi Forza Italia e dell'Udc. In questa vicenda sono rimasto sconcertato dalle dichiarazioni rilasciate da Salvatore Mazzaracchio e mal smentite, il quale - riferendosi all'imprenditore che aveva denunciato le presunte concussioni subite - ha detto: «ma perché si è rivolto alla polizia o al giudice e non ha fatto presente questi problemi ai segretari dei partiti? Così la questione si sarebbe risolta». Io resto sconcertato se un imprenditore, che ha diritto ad ottenere una risposta da un ente pubblico, positiva e negativa che sia, ritiene di ave subito un torto di rilievo penale, deve rivolgersi non al carabinieri o alla magistratura ma al segretari di partito di maggioranza. Non è una polemica contro Forza Italia ma è in gioco la credibllità della politica perché c'è il rischio di tornare indietro di 10 anni».

L'altro episodio riguarda il caso Lecce?
«Proprio così. A Lecce, due mesi dopo l'esplosione della vicenda-Matarrelli, forse li titolo del giornale potrebbe essere: "fermi tutti, abbiamo scherzato". Anzi di più, ora si danno anche delle spiegaaioni. Si dice da un lato, il procuratore della repubblica ha assicurato che non c'è alcuna iscrizione nel registro degli indagati per i soggettiinteressati, dall'altro che il Ministero dell'Interno non ha dato seguito alla richiesta dello scioglimento del consiglio comunale. Quindi tutto è a posto e torniamo al punto di partenza come nel gioco dell'oca. Ora quello che dice il procuratore della repubblica, a mio avviso, nel caso specifico e con tutto rispetto per il dottore Colonna, non c'entra nulla».

Politica e giustizia hanno invertito i ruoli?
«In più di una circostanza la politica ha lamentato improprie invasioni di campo da parte della giustizia, si è parlato in certi casi di giustizia ad orologeria con riferimento a scadenze politiche elettorali. In più di un caso questo tipo di critica non era infondato. Oggi ci si comporta al contrario, cioè si dice poiché dal procuratore della repubblica abbiamo avuto certe assicurazioni e allora è tutto a posto, come se non fosse successo nulla? Ma qui ll dato politicamente significativo non è l'eventuale iscrizione o la non iscrizione nel registro degli indagati di un assessore, il dato politicamente significativo che deve interessare direttamente e non di rimbalzo è che di certo, sulla base di quello che i mass media hanno pubblicato, che un assessore aveva frequentazioni neanche tanto occasionali con un personaggio già condannato per mafia ed attualmente in carcere per mafia. Pesa, conta qualcosa. E lo stesso il discorso del Ministero. Il prefetto di Lecce ha mandato una informativa al ministro, ma agli atti c'è - come le informative del prefetto di Lecce chiariscono - che la vicenda si èconclusa con le dimissioni di un assessore e l'autosospensione dell'altro. Quindi non c'era nessuna ragione per andare oltre. Ma sia la procura che ll ministero sono fuori dal nostro discorso».

Qualè il vero punto?
«La capacità della politica di recitare una parte direttamente in prima persona senza farsi dettare le proprie scadenze o le proprie scelte da altri. C'è questa capacità a Lecce o a Bari. Spesso si attrezza un politico perché è un bravo amministratore. Io mipermetto di dire che l'onestà e la trasparenza sono una cosa più importante della gestione di un Por o della gestione dei Por. Credo che i leader politici pugliesi dovrebbero convincersi che la questione morale esiste. Se la consapevolezza vuol dire "vediamomocela tra di noi senza andare dal giudice e tutto tanto non sono arrivati i carabinieri con le manette e i cellulari", evidentemente questo significa non porsi neanche il problema. I leader politici pugliesi devono far sentire il loro peso su questo tema. Mi sarei aspettato una reazione forte di altri esponenti del centrodestra sulle parole sconcertanti di Mazzaracchio, a cominciare dal suoi vertici».

Onorevole, Forza Italia e la stessa sindaca Adriana Poli Bortone ritengono che Marti possa ritornare in giunta. Qual è la sua posizione?
«Io pensavo che fosse una pratica archiviata come si dice in burocratese. Vederla riesumare, mi preoccupa. Non ce l'ho con Marti, che peraltro non conosco. Qui il problema èun altro: vogliamo teorizzare che un assessore di una città importante come Lecce possa avere rapporti amichevoli con esponenti della criminalità? Chi dice di sì, si assuma le proprie responsabilità di fronte alla comunità a cui appartiene. Io spero che qualcuno abbia il coraggio di dare una risposta negativa perché se la politica dovesse trovare l'unità solo sulle risposte positive sono io fuori posto. Lo scioglimento del consiglio? Nell'informativa, inviata al primi di maggio, il prefetto dà atto delle dimissioni di un assessore e dell'autosospensione dell'altro. Non c'è più la materia del contendere».


 

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