ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


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Articolo pubblicato su IL MANIFESTO Martedì 5 febbraio 2002

MI. B.

LA MAGGIORANZA "L'embrione sarà tutelato"


Coro pontificio


 

Il ministro della salute Girolamo Sirchia è pronto. A decidere sarà il parlamento, concede ("il mio pensiero non ha alcuna importanza"...). Ma l'esponente del governo condivide la richiesta, anzi, la pretesa del papa: la tutela giuridica dell'embrione, "logicamente esigibile", si impunta Wojtyla. Che a pochi giorni dall'invasione di campo vaticana sul divorzio - nientemeno- celebrando la "giornata della vita" rilancia l'offensiva contro l'aborto e la ricerca sulle cellule embrionali, e contro l'eutanasia. L'anatema del pontefice si inserisce di prepotenza nel dibattito sulla procerazione assistita, riaperto negli utlimi giorni anche dalla vicenda degli embrioni congelati volati negli Stati uniti per una maternità "surrogata". Nell'oscurantista proposta di legge approvata durante la scorsa legislatura alla camera (e fortunatamente crollata in senato), "l'embrione è pienamente rispettato", ricorda ancora Sirchia sul Corriere della sera. Da lì, dunque, il parlamento dovrà ripartire. "Gli stessi principi della vecchia legge verranno ribaditi in quella che stiamo discutendo", assicura alla santa sede anche il presidente della commissione affari sociali della camera, il forzista Giuseppe Palumbo, ricordando che il provvedimento è già stato calendarizzato per l'aula di Montecitorio, dove approderà a marzo. Ribadire i principi della vecchia legge significa anche vietare la fecondazione eterologa (con un donatore esterno alla coppia, ché sempre di coppia si parla), nei confronti della quale il ministero della salute aveva invece osato caute aperture. E il forzista Palumbo sollecita un ulteriore dibattito sullo statuto giuridico dell'embrione umano che "non c'entra niente con legge sulla procreazione medicalmente assistita", anche perché quest'ultima, tiene a precisare il presidente della commissione affari sociali, "già nel primo punto cita l'aiuto alle coppie soprattutto nel rispetto della vita che deve nascere, cioè il primo che deve essere salvaguardato è proprio l'embrione". Si leva il plauso dei nazional-alleati, in prima fila Riccardo Pedrizzi, nume tutelare dell'Embrione, che chiede di ratificare "in ambito giuridico l'identità individuale" del concepito. Del Biancofiore, basta dire che Rocco Buttiglione e i suoi - allora suscitando imbarazzo anche nella Casa delle libertà - hanno già presentato una proposta di legge per modificare il codice civile, tassello finale dell'anacronistico assalto contro la legge sull'interruzione di gravidanza, di cui si è fatto promotore a livello locale il governatore del Lazio Francesco Storace.

In vista del dibattito alla camera sulla procreazione assistita si rivede lo schieramento trasversale che nella scorsa legislatura, pur essendo in maggioranza nella aule, non riuscì comunque a approvare la proposta-mostro. Dall'Ulivo si levano voci in difesa della laicità dello stato e contro la tutela giuridica dell'embrione, dalla verde Luana Zanella a Maura Cossutta, del Pdci, alla diessina Barbara Pollastrini che attacca il ministro Sirchia, turbato dal "rischio di disgregazione della società". "E' vergognoso - ribatte Pollastrini - che il ministro usi un tema eticamente sensibile per paventare la diffusione di disvalori". Ma anche dall'Ulivo ovviamente si trovano orecchie attente alle parole del papa, come quella della popolare Rosi Bindi. Del resto non c'è bisogno di Nanni Moretti per mettere a nudo la tenuta della coalizione su questi temi.

Il nazional-alleato Alfredo Mantovano fa fosche previsioni: "Già nella scorsa legislatura la camera votò un articolo che parlava esplicitamente di diritti del concepito. In questa legislatura, con una maggioranza certamente più ampia di allora, non potrà mancare l'estensione della tutela della vita a ogni istante dell'esistenza". Ma anche dalla maggioranza arriva un altolà di fronte all'"esigenza" dello Stato pontificio e del Movimento per la vita. Il sottosegretario agli esteri Margherita Boniver mette in guardia: "Si vuole cancellare una legge legge dello stato sancita da un referendum popolare, si vuole a tutti i costi far regredire le donne allo stato di inconsapevoli riproduttrici, incapaci di scegliere e di decidere".

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