ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su Il Sole 24Ore
(Sezione: Norme e Tributi    Pag. 15    )
Lunedì 28 ottobre 2002

ANTONELLO CHERCHI


Parla Mantovano

«Perdoneremo gli errori formali»


 

Alla fine è assai presumibile che le domande di regolarizzazione degli immigrati si attesteranno tra 450 e 50Omila. Se così sarà si tratterà di "un successo": è il commento di Alfredo Mantovano, sottosegretario del ministero dell'Interno. "Non ci si soffermerà sulla virgola - aggiunge Mantovano -. Se mancherà qualche dato, si cercherà di integrarlo, ma non rigetteremo le richieste solo per meri errori formali".

I costi della regolarizzazione stanno funzionando da freno?
L'entità dei versamenti non ha minimamente inciso sulle richieste di regolarizzazione. Anzi, il fatto che si sia chiesto al datore di lavoro il pagamento di un forfait rappresenta un elemento di serietà dell'intera operazione. In caso contrario si sarebbe trattato di una sanatoria. C'è, poi, da considerare che il procedimento è complesso. Per il disbrigo delle pratiche è stato assunto e addestrato personale a contratto.

C'è però l'eventualità che sia l'immigrato a pagare, dietro la minaccia di non venire messo in regola.
In tal caso si tratterebbe di estorsione. E se c'è una denuncia, la polizia interviene.

Ma è improbabile che l'immigrato sporga denuncia: la sua è una posizione di estrema debolezza.
In questa operazione, però, il soggetto attivo non può non essere il datore di lavoro, che è chiamato ad assumersi tutte le responsabilità. Chi ricatta gli immigrati o continua a farli lavorare in nero va incontro a sanzioni pesanti, previste dalla stessa legge Bossi-Fini.

Quanto tempo ci vorrà per rilasciare i permessi di soggiorno?
E difficile dirlo, perché il meccanismo di questa regolarizzazione è completamente nuovo. È, comunque, nostro interesse fare presto, anche per evitare che continuino a circolare i cedolini che sostituiscono il permesso di soggiorno e che sono fonte di possibili strumentalizzazioni.

La Caritas, da ultimo, ha criticato la Bossi-Fini, accusata di sbarrare le porte agli immigrati e comunque di trascurare chi viene in Italia per motivi di asilo.
Partiamo da quest'ultimo punto. t un rilievo senza fondamento. A parte il fatto che è intenzione del Governo presentare un disegno legge di disciplina del diritto di asilo, gli articoli in materia previsti dalla Bossi-Fini non sono restrittivi. Vengono, anzi, accresciute le garanzie procedurali e assicurati tempi più celeri per l'esame delle domande di asilo. Quanto poi al fatto che la legge sbarri le porte agli immigrati, c'è da rilevare che nel 2002 è previsto, tra lavoratori stagionali e quote indicate nell'ultimo decreto flussi, l'arrivo di 83.500 stranieri regolari: 500 in più rispetto al 2001.

Ha parlato di modifiche alla nuova legge.
Sì, ma non ora. Mi riferivo al fatto che, poiché il fenomeno dell'immigrazione è in continua evoluzione, è la stessa realtà a chiedere di volta in volta nuove regole. Dunque, tra qualche anno si dovrà aggiustare il tiro.

Nel frattempo, però, gli sbarchi di clandestini continuano.
È vero: una situazione preoccupante soprattutto perché ora gli sbarchi sono concentrati nel canale di Sicilia. Il fatto, poi, che i clandestini arrivino a Lampedusa, in un'area di dimensioni contenute, dà l'idea che si tratti di una vera e propria invasione. In realtà, nei primi nove mesi di quest'anno sono arrivati oltre 18mila clandestini, contro i 21mila del 2000 e i 15mila nel 2001.

Quando saranno prelevate le impronte digitali degli immigrati?
L'operazione è già in atto. Le impronte sono custodite in banche dati, ma il Viminale e il ministero dell'Innovazione stanno valutando l'ipotesi del permesso di soggiorno elettronico.


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