ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su IL Sole 24 ORE
(Sezione: ITALIA  POLITICA       Pag.     )
Sabato 21 giugno 2003

G. Co.

Immigrati - Cè e Calderoli: fallimento sugli irregolari, da oggi mani libere - Bossi frena: decido io

La Lega attacca e scuote il Polo

Per Berlusconi la nuova legge risolve il problema - Ma An e Udc reagiscono: la pazienza ha un limite


ROMA - La verifica non è ancora cominciata, ma le premesse - soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra la Lega Nord e An - sono da subito al calor bianco. Così ieri gli aiutanti di stato maggiore di Umberto Bossi sono scesi in campo per dire che a loro come si sta gestendo il problema degli sbarchi clandestini non va giù e che il decreto Pisanu serve a poco. Motivo per il quale il capogruppo leghista Alessandro Cè annuncia che la Lega «non si ritiene più vincolata ad approvare alcuna iniziativa del Governo». Il segnale è: «Mani libere». E anche se in serata arriva Bossi in persona - dopo una telefonata con lo stesso Berlusconi - a chiarire che Cè «è uno gagliardo, ma a decidere se togliere il voto della Lega sono io», l'ennesima giornata di convulsioni per la maggioranza è ormai avviata. La replica del portavoce di An a Cè, infatti, è dura e lapidaria. Spiega Mario Landolfi: «Il fatto che la Lega non abbia limiti nel suo esternare quotidiano non significa che anche la pazienza degli alleati sia illimitata».

Chi non drammatizza è il presidente del Consiglio che, da Salonicco (si vedano i servizi a pag. 3), si dice certo che «con la Bossi-Fini sono state messe le premesse per contrastare e risolvere il problema dell'immigrazione clandestina», e che comunque quest'anno ci sono stati la metà degli sbarchi dell'anno precedente.

Dopo che Bossi qualche riconoscimento al decreto Pisanu lo aveva fatto definendolo un primo piccolo passo, la Lega (forse irritata dal fatto che il sottosegretario Alfredo Mantovano aveva fatto notare tutte le difficoltà ostative alla nomina di un commissario richiesta proprio dal capo del Carroccio) ha alzato il tiro. É toccato ad Alessandro Cè mettere in campo un vero e proprio j'accuse alla politica del Governo per combattere gli sbarchi. Il decreto del ministro dell'Interno viene definito «inconsistente», anzi esso «chiarisce che non c'è alcuna volontà di creare un'argine all'invasione extra comunitaria», da quello che Cè chiama «l'aleatorio ministro Pisanu». Né il capogruppo leghista passa sotto silenzio il fatto che sulla devolution, che pure è «a pagina 73 del programma elettorale comune», gli alleati frenano, impedendo l'arrivo in aula al Senato. E quindi aggiunge: «Il premier anche su questo non si pronuncia».

Lo stesso Bossi, pur frenando la linea del collega di partito, non rinuncia a incalzare il Governo sul problema clandestini: «Io sono stato il primo a fare dei rilievi decisi sul decreto Pisanu - ricorda -: non si può mettere un burocrate ministeriale a coordinare la marina! In quel caso salta tutto. Come ho già detto e chiesto a Berlusconi, ci vuole un commissario speciale per la questione dell'immigrazione». Anche Roberto Calderoli, coordinatore federale della Lega, spara a zero sul decreto Pisanu: è «quasi inutile». La replica di An, con il portavoce Landolfi, è stata immediata e particolarmente dura, mentre altri esponenti della maggioranza hanno preferito l'ironia e lo scherno.

Il presidente della regione Lazio Francesco Storace, ormai insofferente all'«insultificio» della Lega, ha osservato che «se Alessandro Cè continua così si chiamerà C'era». E il segretario dell'Udc Marco Follini dice di aver rimandato l'esame delle affermazioni del capogruppo leghista a dopo la conclusione della lettura del sesto libro su Harry Potter.

Il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi, cerca di limitare la portata dell'offensiva leghista e invita a considerare e non sottovalutare «gli sforzi straordinari che il nostro Governo sta facendo, soprattutto grazie alla nuova legge Fini-Bossi e alla sua applicazione sapiente da parte del ministro Pisanu e del presidente del Consiglio». E intanto l'Ulivo chiede che, sugli immigrati, Berlusconi riferisca presto in Parlamento.


    

 

vedi i precedenti interventi