ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su LA SICILIA
(Sezione: Palermo         Pag.    30)
Sabato 19 febbraio 2005

PIETRO SCAGLIONE

Conferenza sul racket

 

 «Si importi il modello napoletano»


 

La capillare diffusione delle associazioni antiracket costituisce un deterrente contro le estorsioni ed evita l'isolamento dell'imprenditore che si rifiuta di pagare il pizzo. In tal senso, un esempio positivo è rappresentato da Napoli, dove quasi tutti i quartieri hanno un coordinamento antiracket. Per questo motivo, il «modello napoletano» dovrebbe essere applicato alla realtà palermitana.

La proposta è emersa durante la conferenza delle associazioni antiracket siciliane. Ieri mattina, nell'aula magna della facoltà di Scienze politiche, imprenditori, magistrati, politici e studiosi si sono confrontati sullo scottante tema delle estorsioni. L'iniziativa, organizzata dalla Federazione antiracket italiana, ha riscontrato un'ampia partecipazione di pubblico, al contrario di quanto accaduto in precedenza. Erano presenti, tra gli altri, il presidente della Commissione nazionale antimafia, Roberto Centaro, e il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano. Il commissario nazionale antiracket, Carlo Ferrigno, ha illustrato i dati: «In un anno, al nostro numero verde sono arrivate 2.191 chiamate. Il 40% dei cittadini ha denunciato casi di usura, il 10% si è dichiarato vittima delle estorsioni, mentre il 50% si è informato sulla campagna antiracket».

Secondo Tano Grasso e Lino Busà, rispettivamente presidente onorario e presidente nazionale della Federazione antiracket, «esiste una terza via tra l'imprenditore-eroe solitario e l'imprenditore rassegnato o complice nei confronti degli estortori. Noi proponiamo la via dell'associazionismo, sulla base del modello napoletano. Grazie alla capillare presenza di movimenti antiracket in ogni quartiere, l'imprenditore non si trova più solo ed esposto nei confronti di chi lo taglieggia». Massimo Russo, presidente dell'Anm di Palermo, ha descritto situazioni differenti: «Una parte degli imprenditori considera il pizzo come una forma di protezione oppure come un vantaggio per instaurare relazioni di potere. Gli imprenditori onesti, invece, vivono le estorsioni come un attentato alla loro libertà e serenità e devono essere maggiormente tutelati. Sono favorevole all'introduzione delle denunce collettive attraverso le associazioni».

In qualità di presidente dell'associazione SOS Impresa Palermo, il senatore Costantino Garraffa ha invocato «maggiori garanzie alle vittime del racket e dell'usura, reati che cambiano la vita agli imprenditori e che frenano lo sviluppo economico».


    

 

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