ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su CORRIERE DELLA SERA
(Sezione: Politica      Pag.    13)
Martedì 8 febbraio 2005

M. Gu.

DOPO FASSINO / Il ds Caldarola: Piero ha fatto bene

 

  Craxi rivalutato, lite tra poli

La figlia Stefania: santificato da chi lo portò alla morte


 

ROMA - L’accoglienza postuma nel pantheon del socialismo, che Piero Fassino ha riservato a Bettino Craxi in chiusura del terzo congresso dei Ds, divide i due poli e apre un nuovo fronte di scontro con Rifondazione. Scolpire il nome dell’esule di Hammamet accanto a quelli di Saragat, di Nenni, di Turati? Fausto Bertinotti non è d’accordo e non per moralismo. «Nei confronti di Craxi avevo un’avversione politica che però non mi ha mai indotto alla demonizzazione personale, anche perché in lui ho sempre letto un’antica traccia di timbro socialista...». Ma dagli anni del craxismo ad oggi il giudizio del leader del Prc non è mutato: per affondare la supremazia del Pci nel movimento operaio e combattere la Dc, Craxi ne adottò gli stessi metodi e, portandoli all’estremo, «introdusse nella politica italiana un elemento fortemente negativo che ha alimentato una personalizzazione molto forte, una forma autoritaria di governo del partito e una collocazione sociale diversa dalla scelta socialista».


LA SVOLTA - Dal palco del Palalottomatica Fassino ha inviato un segnale di pacificazione a tutti i socialisti e ieri, sull’ Unità , ne ha spiegato le ragioni: ora che i Ds sono più forti possono guardare alla loro storia e a quella della sinistra «senza imbarazzi e senza reticenza». Onorare le radici nel bene e nel male, senza esserne prigionieri. Ma la svolta riformista adira Antonio Di Pietro: l’ex pm fatica a convivere con le «tante ipocrisie» che albergano in un centrosinistra impegnato a «riabilitare il pluricondannato e latitante Craxi».


LE CRITICHE - Proprio quel che temeva più di ogni altra cosa a sentire l’azzurro Massimo Baldini, «venire riabilitato dai suoi stessi carnefici». E così la pensa Stefania Craxi: «Mio padre sarebbe inorridito a esser santificato da chi ha provocato in quel momento la sua morte». Più articolata la riflessione di Bobo Craxi, che invita la sinistra a liberarsi dall’abbraccio di Bertinotti altrimenti lo sforzo di Fassino altro non sarebbe che «puro esercizio retorico di stampo congressuale». Il ds Peppino Caldarola ironizza su Bertinotti, uno che «della propria personalizzazione ha fatto la chiave del suo successo»: «Prenda piuttosto esempio da Nichi Vendola, che in Puglia ha aperto ai socialisti craxiani». Nel 2001 al congresso di Pesaro Caldarola suggerì a Fassino di riconoscere il craxismo tra le tradizioni riformiste e se lo ha fatto solo oggi, «forse ha avuto ragione lui». Altro che svolta, attacca la Cdl. Per Alfredo Mantovano, An, non di revisione si tratta ma di calcolo e il sottosegretario Maurizio Sacconi rivanga l’ingresso dell’ex Pci nell’Internazionale socialista: «Fassino ricambiò l’appoggio di Craxi incitando i partiti europei a isolarlo».


    

 

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