ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su Il Nuovo
(Sezione:     Pag.     )
Domenica 27 ottobre 2002




Amnistia e indulto, tensione nel Polo

Maggioranza divisa su un provvedimento di perdono. Mantovano (An) sulla linea di Lega e Castelli: "Contrari a saldi di fine stagione". Ma gli "azzurri" insistono.


 

ROMA - Amnistia? Indulto? E per cosa? Per chiudere stagioni politiche o solo per fare fronte a un'emergenza carceri che di giorno in giorno si fa sempre più grave? Il dibattito in sede politica e parlamentare è di giorno in giorno più aspro. Soprattutto all'interno della maggioranza si contrappongono varie linee e varie sensibilità. Lega e An sono formalmente e dichiaratamente contrarie, anche se nel partito di Fini si registra qualche scricchiolamento e qualche personale posizione di maggiore accondiscendenza. Forza Italia e Udc, seppur con toni e registri diversi, sono favorevoli.

E mentre in Parlamento si accavallano le proposte (sono 18), si discute se un atto di clemenza apparirebbe una resa. Questo vale soprattutto per la maggioranza, che si era presentata alle elezioni facendo della sicurezza e dell'inflessibilità contro grande e piccola delinquenza un efficace cavallo di battaglia. Che sia un atto di resa lo crede fermamente il Guardasigilli, il leghista Castelli . "Sta a noi - ha detto ieri - scegliere quale strada percorrere. Se invitare il Parlamento ad aprire le porte dei penitenziari, perché lo Stato non è in grado di reggere la situazione, oppure non arrenderci, continuare a rimboccarci le maniche, garantire la sicurezza dei cittadini".

Il presidente della Camera, Pierferdinando Casini , ringrazia per l'attenzione e la sottolineature della centralità del Parlamento, ma sulla scia di Ciampi constata che coi princìpi non si contrasta una situazione di evidente emergenza: insomma, il problema del sovraffollamento "esiste", ricorda che la Camera sta lavorando su una riduzione del quorum per provvedimenti di amnistia e indulto.

E fa capire - ma non lo dice - che proprio questo stato di fatto probabilmente richiede interventi straordinari. Castelli sta lavorando ad accordi bilaterali che consentano ai detenuti extracomunitari di essere rispediti al Paese di origine e là scontare la pena. Ma l'eventuale deflusso dalle celle non sarebbe sufficiente a riportare la questione nei binari della normalità.

Molti, nella maggioranza, dicono che Castelli ha sbagliato a parlare di resa. E che Ciampi non era certo a una resa che si riferiva quando parlava di umanizzare il rapporto fra l'istituzione chiusa e il detenuto. Insomma, il dibattito nel Polo è aperto e, talora, assume anche toni aspri.

An ribadisce con il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, di essere assolutamente contraria a "saldi di fine stagione". E spiega: ''In Italia non vi sono troppi detenuti ma pochi posti disponibili nelle strutture carcerarie; e all'interno degli istituti penitenziari si vivono situazioni di disagio di vario tipo. Il condono, di questo di tratta, servirebbe a poco, a scarcerare alcune migliaia di detenuti. Nel giro di pochi mesi, però, ci troveremmo punto e daccapo, le carceri sarebbero di nuovo stracolme''.

Ma sul fronte di Forza Italia si registrano ben altri toni. ''Il problema è che l'amnistia o l'indulto sono impopolari perché la gente pensa che viene premiata la delinquenza a scapito della sicurezza - dice il deputato di Forza Italia Michele Saponara - Certo l'elettorato di An e Lega è più sensibile all'argomento anche se dentro An c'é per esempio Anedda che la pensa come me. Piano piano si può lavorare sull'argomento''. Saponara resta quindi ottimista. ''Non ho parlato con Berlusconi, però il fatto che ci siano state dichiarazioni di Sandro Bondi, che è il portavoce di Forza Italia, significa che un minimo di 'autorizzazione' l'abbia avuta. I tempi matureranno...''.


vedi i precedenti interventi