ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
(Sezione:  LECCE   Pag.   9   )
Martedì 6 maggio 2003

Salvatore Avitabile

Il primo cittadino, convocato dl prefetto, chiede aiuto allo Stato e propone di «cancellare» le ditte che edificano case abusive

Mantovano: pugno di ferro a Porto Cesareo

Il sottosegretario all 'Interno: "Sugli abbattimenti possibile convenzione con il Genio militare"

 
30.000

è il numero di COSTRUZIONI ABUSIVE i stimato dagli ecologisti nella sola provincia di Lecce. Secondo Legambiente, inoltre, quantunque il dato riguardi in larga parte la fascia costiera del Salento, episodi di abusivismo edilizio anche piuttosto consistenti sarebbero presenti anche nell'entroterra

700

è il numero di ABITAZIONI E VILLEITE abusive che sarebbero state realizzate nella sola Porto Cesareo dal 1994 ad oggi. Il censimento è degli uffici del Comune. In realtà, secondo i dati di Legambiente, a Porto Cesareo sarebbero circa 1.500 le case realizzate senza concessioni edilizie. Le 700 villette saranno demolite dal Comune

Zona B

è quella FASCIA DI TERRITORIO del comune di Porto Cesareo che per "errore" - stando a quanto sostengono gli amministratori locali - prevede la possibilità di edificare praticamente fin quasi nell'acqua. Il consiglio comunale del centro rivierasco rivedrà la norma in modo da consentire alla Regione l'approvazione del Prg

PORTO CESAREO - La toponomastica ovviamente non c'è. Torre Lapillo, il quartiere abusivo a due passi dello splendido mare di Porto Cesareo, è una immensa e sconvolgente colata di cemento. Stanno quasi tutte in questa zona le 700 villette abusive che li sindaco, Luigi Fanizza, acquisirà a fine mese al patrimonio comunale. «Io però le voglio demolire», dice. La toponamistica non c'è. E le varie stradine che portano al mare, con tutt'intorno decine di villette già abitate e scheletri di costruzioni solo avviate, sono identificate con unn numero. E a via 222 (sì, proprio così), il sindaco indica il paradosso dell'illegalità: una casa, ancora allo stato rustico, ha addirittura "assorbito" un palo dell'Enel. «Con i proprietari abbiamo già parlato, questa casa verrà abbattuta, c'è un sequestro penale», esclama con un sorriso beffardo Fanizza.


«MANTOVANO MI AIUTI»
- Il sindaco chiede aiuto al sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. «La ditta ha accettato di demolire le case abusive, ma butterà giù. soltanto quelle a rustico, gli scheletri delle ville in parole povere. Le case abitate non le toccherà, si teme la rabbia dei proprietari». E Mantovano subito risponde. Dice: «Se la ditta dovesse rifiutarsi, interverrà lo Stato. Il Comune stipulerà una convenzione con ll Genio Mllitare» . Insomma, anche se non è competente, l'Esercito è pronto ad intervenire. Spiega Mantovano: «In base alla legge in materia di abusi edilizi e la legge urbanistica con tutte le modifiche della 47/85, l'autorità competente in prima battuta ad eseguire le demolizioni è proprio ll sindaco del Comune al cui interno è sorto l'illecito edllizio. Vi è poi una competenza, diciamo surrogatoria, dell'autorità giudiziaria che però si attiva nel momento in cui ll sindaco non fa ll suo dovere».


L'ESEMPIO DI GINOSA
- Aggiunge ll sottosegretario: «Fa bene ll sindaco di Porto Cesareo a disporre una misura che, probabllmente, doveva essere disposta venti anni fa. A me è capitato di fare ll pretore nella metà degli anni a '80 a Ginosa e la spiaggia di Ginosa Marina cominciava ad essere infestata da abusivismo edllizio. E' bastato disporre un po' di sequestri e l'abusivismo edllizio è cessato. Sono misure rigorose che però hanno i loro effetti concreti. Dopodiché, se ll sindaco non fa niente, interviene l'autorità giudiziaria ma i tempi degli interventi dell'autorità giudiziaria sono connessi anche al momento in cui ll reato è stato consumato. Per cui se ll reato si è prescritto l'autorità giudiziaria non può intervenire». Ancora Mantovano: «Se li sindaco, nell'esercizio delle sue funzioni, dovesse incontrare problemi di ordine pubblico, lo Stato - che ha la titolarità dell'ordine pubblico anche in un regime ed in un sistema che si sta avviando verso un federalismo più accentuato - non mancherà di intervenire». Mantovano poi prosegue: «L'esercito non ha competenza. L'esecuzione dell'ordine di demolizione è il frutto dell'accordo che ll sindaco prende sul luogo o con la ditta o, se nessuna ditta viene trovata, con una struttura pubblica che garantisce la demolizione. Se la struttura pubblica è ll Genio dell'Esercito sarà ll Genio dell'Eserchto». Quindi conclude: «Io mi chiedo perché non è stato fatto prima, da magistrato ho sperimentato l'efficacia della legislizione in materia. La legge c'è, bisogna applicarla. Se viene applicata gli abusi edilizi vengono stroncati.
Un condono? Io sono contrario a condoni, amnistie, sconti e grazie». Il prefetto di Lecce, Giovanni D'Onofrio, nelle prossime ore convocherà ll sindaco di Porto Cesareo. «Voglio effettivamente sapere come stanno i fatti».


CANCELLATE LE IMPRESE
- Il sindaco di Porto Cesareo ha chiesto al presidente della Camera di Commercio di Lecce, Sergio D'Oria, di disporre la cancellazione dal Registro delle imprese dell'ente le ditte che hanno realizzato costruzioni abusive. «In questo modo - afferma Luigi Fanizza - le imprese potrebbero anche essere scoraggiate. E' una strada che dobbiamo seguire». A fine mese sarà convocato ll consiglio comunale per formalizzare le acquisizioni delle villette abusive e rettificare, come scritto sabato dal Corriere del Mezzogiorno, la norma che, nella zona B edificablie di Torre Laplllo, ha allungato l'area fmo alla spiaggia ed ll mare. «E' stato un errore tecnico ed abbiamo già attivato le procedure per regolarizzare la situazione. In consiglio comunale tutto sarà aggiustato, è un atto propedeutico per l'approvazione da parte della Regione del piano regolatore generale di Porto Cesareo».


   

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