ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su IL MESSAGGERO
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Venerdì 8 Ottobre 2004

 
di FRANCESCA FILIPPI

Funerali dell’agente morto sulla Pontina

 

 Le note del “Silenzio”, poi sgorgano le lacrime


 

Roma

Un altro caduto nell'adempimento del dovere. «Mi ricorda il maresciallo Emanuele Petri - ha detto il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano - ucciso dalle Br sul treno Roma-Firenze nel marzo 2003 mentre svolgeva con attenzione e solerzia il suo lavoro. A questi uomini, come cittadini, dobbiamo il massimo della nostra riconoscenza».

C'erano la moglie Miriam Locci, i figli (loro il copribara tutto di rose rosse), la mamma Carmela, ai funerali di stato di Mario Palombi, 50 anni, il soprintendete capo della Polstrada di Aprilia morto tre giorni fa sulla via Pontina mentre sistemava il Telelaser. Alle esequie, celebrate da monsignore Giuseppe Saia, coordinatore cappellano nazionale della polizia di stato, nella Basilica seicentesca di San Vitale, erano presenti il ministro degli Interni, Pisanu, il sottosegretario agli interni Mantovano, il capo della Polizia, De Gennaro, il questore Cavaliere, il prefetto Serra, il comandante generale dei Carabinieri, Gottardo, il sindaco di Aprilia, Verzili e l'assessore capitolino alla sicurezza, Ferraro. In chiesa anche Pietro Santillo, in servizio con Palombi al momento dell'incidente. «Quella dell'agente di Palombi è una morte orribile e assurda - ha commentato Serra - Carabinieri e polizia fanno tantissimo per garantire la sicurezza nelle strade, ora spetta a noi impegnarci affinché quelle strade siano più sicure per tutti. Questa morte non può restare vana». Sulle note del silenzio la vedova Palombi non riesce a trattenere più le lacrime.


    

 

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