ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su IL MESSAGGERO
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Sabato 15 Gennaio 2005

di ANNA MARIA SERSALE

CORSA CONTRO IL TEMPO  

 

 E con la proposta Amato si tenta il miracolo

Consensi trasversali su concepito e conservazione degli embrioni. Sì di Fi alla diagnosi pre-impianto  


 

ROMA - La maggioranza tenta la volata finale. Lavorare alacremente sulle bozze di modifica della legge 40, per migliorare la normativa in vigore, annacquando il referendum prima che si arrivi alle urne. Attraverso la sua anima laica, Forza Italia si è eretta ad alfiere del cambiamento. L’obbiettivo degli Azzurri è quello di «modificare, senza stravolgere l’impianto esistente». Alla Camera le proposte forziste sono due, in Senato una. E se non fossero dello stesso partito si potrebbe sospettare una certa «concorrenzialità» tra i due ginecologi di FI firmatari di due distinte proposte: Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, il quale ha presentato il testo insieme alla collega di partito Laura Bianconi; e Giuseppe Palumbo alla Camera, presidente della Commissione affari sociali, cui si è aggiunta quella di Pierluigi Mantini, anch’esso di FI. Tre “leggine” su cui punta la Cdl per «migliorare» la legge sulla fecondazione e attenuare l’impatto del referendum, non più evitabile. Però Forza Italia apre alla diagnosi preimpianto, ammettendo che le tecniche di fecondazione siano consentite non solo alle coppie con problemi riproduttivi, ma anche a quelle con malattie genetiche o infettive trasmissibili. E questo non piace ad An. Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano critica questa linea e dice: «L’ammissione dei portatori di malattie genetiche o di malattie sessualmente trasmesse sgancia la fecondazione in vitro dal problema della sterilità, per la cui soluzione la legge è stata immaginata».

Ma dal fronte laico del Centrosinistra è partita una proposta che, stando a fonti attendibili, potrebbe raccogliere ampio consenso anche tra i cattolici. E’ la proposta di Giuliano Amato, che ha un approccio laico, ma non perde di vista le preoccupazioni dei cattolici su tutti i punti più controversi. Sul «concepito», per esempio, non si parla dei diritti delle persone, ma di «rispetto e tutela della dignità umana», espressione ben più alta, secondo Amato, che ci coinvolge tutti, non solo la coppia o il concepito. La proposta dell’ex presidente del Consiglio, poi, su un altro tema scottante, la conservazione degli embrioni, propone una soluzione: «Il congelamento al primo stadio, l’ootide, in cui vi è solo un accostamento dei pronuclei maschile e femminile». Insomma, il congelamento prima che l’anima entri nel corpo. La proposta Amato, comunque, vieta la «fecondazione di ovociti umani a scopo esclusivo di ricerca» e vieta anche la «manipolazione genetica e la miscelazione di semi», posizioni che concordano con la visione cattolica.

In tutto le proposte giacenti in Parlamento sono sette. La quarta è dell’Udeur, firmataria la senatrice Ida Dentamaro, membro della Commissione affari costituzionali. Anche il partito di Mastella ipotizza la diagnosi preimpianto: «Per coerenza con la ”194”, altrimenti ci sarebbe una contraddizione con la legge in vigore». Inoltre, l’Udeur prevede «la sperimentazione sulle staminali» e «l’abolizione del limite dei tre embrioni da impiantare nell’utero, raccomandando però l’impiego di tecniche che assicurino la produzione del minore numero possibile di embrioni». Nonostante la macchina del referendum sia avviata, la tentazione di modificare ce l’hanno anche i Ds, i Verdi e lo Sdi. Ma qualcuno dice che se Gavino Angius, capogruppo della Quercia, ha firmato un ddl di modifica lo ha fatto solo per rallentare l’iter delle proposte forziste. L’opposizione, d’altra parte, ha sempre espresso con chiarezza le sue intenzioni: «La legge 40 va abrogata e totalmente riscritta».


    

 

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