ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su IL MATTINO
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Mercoledì 2 Febbraio 2005

 

   

 

 Pisanu: è una posizione che restituisce fiducia

   


 

Le sentenze opposte di Milano e Brescia, scatenano una serie di reazioni, ma anche di perplessità, soprattutto da parte delle forze politiche di opposizione. «L’ordinanza del giudice Spanò rasserena le forze dell’ordine ma resta il problema di adeguare la legislazione penale alle inedite modalità di azione del terrorismo internazionale, specialmente per quanto riguarda l’impiego degli uomini-bomba come arma micidiale di offesa indiscriminata - ha detto il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu - L’ordinanza di custodia cautelare del giudice Roberto Spanò rasserena le donne e gli uomini delle forze dell’ordine quotidianamente impegnati nel difficile e rischioso lavoro di prevenzione e contrasto del terrorismo di matrice islamica». Sulla stessa linea di Pisanu il ministro per le Riforme istituzionali, Roberto Calderoli: «L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Brescia nei confronti di Noureddine Drissi e Kamel Hamroui fa tornare un minimo di fiducia e di rispetto nei confronti della giustizia, evitando che due soggetti del genere possano trovarsi presto in libera circolazione. Mi auguro inoltre, che il ministro Pisanu predisponga l’espulsione immediata dei tre».

Per il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, «il provvedimento del gip Spanò conferma che le perplessità tecniche avanzate nei confronti di tale sentenza non costituivano un attacco all’indipendenza della magistratura, bensì un legittimo (e fondato) esercizio di critica». Secondo Fabrizio Cicchitto, coordinatore di Forza Italia, l’ordinanza di Brescia interrompe il circolo vizioso aperto dalla sentenza di Milano e consente di riprendere nelle forme dovute la lotta al terrorismo».

Per l’europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, «stupisce la rapidità con cui il ministro Calderoli ha commentato la sentenza del gip di Brescia. Ricordiamo al ministro Calderoli che la giustizia non è una questione da stadio e che il garantismo non funziona a corrente alternata, ragion per cui sono fuori luogo sia le critiche verso sentenze che la Lega reputa politiche semplicemente perché non condivide, sia gli olà verso sentenze che vedono il plauso di Calderoli e soci».

Per il Verde Paolo Cento, vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, «la lotta al terrorismo internazionale va condotta con rigore ma non certo con leggi liberticide. La sentenza del gip di Brescia va letta con attenzione e non può anch’essa essere strumentalizzata contro il giudice Forleo. In questa vicenda - ha detto Cento - inquietano il clima da forcolandia e le pressioni indebite del governo e del ministro Castelli nei confronti dell’autonomia dei magistrati. Per rendere efficace la lotta contro il terrorismo - conclude l’esponente Verde - una democrazia deve saper coniugare rigore e pieno rispetto delle garanzie».


    

 

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