ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su IL MATTINO
(Sezione:    Pag.     )
Giovedì 22 maggio 2003

MARIA PAOLA MILANESIO

 

Rischio attentati, il Viminale alza la guardia


Pochi giorni fa a Jerez de la Frontera, in Spagna, cinque ministri dell’Interno europei avevano concluso il vertice decretando che la lotta al terrorismo è «la priorità massima». C’era anche il responsabile del Viminale, Giuseppe Pisanu, seduto a quel tavolo accanto agli omologhi inglese, francese, tedesco e al padrone di casa, il ministro spagnolo. Ieri, a Roma, ministero dell’Interno, dove si è riunito il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, si è tornati a parlare di emergenza terrorismo, ma non solo del terrorismo dei kamikaze, degli attentati nei Paesi islamici, ma anche dell’eversione interna. Due ore e più di confronto al quale hanno partecipato, oltre a Pisanu, i sottosegretari all’Interno, Alfredo Mantovano e Maurizio Balocchi; il vertice delle forze dell’ordine e dei servizi segreti. Due ore per concludere che resta «l’esigenza di mantenere alto il livello di vigilanza e di allerta, rafforzando i dispositivi di sicurezza sull’intero territorio nei confronti di obiettivi sensibili (6.150) e di persone esposte a specifico rischio». Un quadro ancora preccupante, del quale il ministro Pisanu ha informato anche il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nell’incontro avuto nel tardo pomeriggio di ieri al Quirinale.

«Persone esposte a specifico rischio», recita la nota del Viminale. Difficile non leggere in questa frase una preoccupazione per le continue aggressioni alle sedi della Cisl, e per la contestazioni sempre più frequenti al suo leader Savino Pezzotta. Da qui la necesità di un costante monitoraggio, già attuato dall’Ucis (l’ufficio centrale scorte) in collaborazione con le sedi locali delle forze dell’ordine ma anche con il Ros, lo Sco, per valutare quali siano le nuove sopravvenute esigenze. La vigilanza resta massima sia per personalità del mondo del lavoro, del sindacato, della scuola, anche se per ora non si parla di una rimodulazione delle scorte. Infatti, così risulterebbe dall’analisi dell’intelligence, con l’arresto di Nadia Desdemona Lioce si è assestato un duro colpo alle Br-Pcc, gruppo eversivo che risulta finora tra i più organizzati. Minore preoccupazione, invece, desterebbero gli anarco-insurrezionalisti in quanto non avrebbero alle spalle una solida organizzazione, ma agirebbero piuttosto in modo disorganico. Sul piano internazionale, invece, resta alto l’allarme anche se - sempre secondo gli 007 - non ci sarebbero rischi imminenti di attentati né in Italia né nei Paesi dell’Europa occidentale. Il quadro delineato dai vertici dei servizi segreti denota un allarme ben maggiore per quei Paesi islamici percepiti come più vicini all’occidente. E in questo elenco, Marocco e Giordania sarebbero in prima fila, sia per il loro essere filo-occidentali ma soprattutto in quanto le condizioni di sicurezza al loro interno non raggiungono livelli elevati. «L’analisi ha riguardato le conseguenze dell’attentato a Casablanca», recita il comunicato del Viminale, diffuso alla conclusione della riunione del comitato. Un episodio, questo, che ha messo in allarme non solo gli Stati Uniti ma anche l’intera Europa, tanto che da allora è stata ulteriormente rafforzata la vigilanza negli aeroporti (con doppio controllo sui passeggeri e sui bagagli provenienti dai Paesi a rischio), nei porti e alle frontiere.

Il ministro Pisanu, soddisfatto dei risultati raggiunti in Italia sul fronte della lotta al terrorismo, si è augurato che «coordinamento e sinergie si sviluppino anche in ambito europeo». Un passaggio necessario, questo, del quale si era già parlato nei giorni scorsi a Creta, durante una riunione tra i capi delle polizie europee, che torneranno a incontrarsi a settembre. Infine, ma avrebbe richiesto più di qualche tempo, anche un capitolo spese. Il comitato ha dovuto fare i conti, concreti, con un bilancio ridotto e con la necessità di una migliore redistribuzione delle risorse.


vedi i precedenti interventi