ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su LA GAZZETTA DEL MEZZOGGIORNO Giovedì 30 maggio 2002


Nel centrodestra ci si accapiglia per una poltrona nel nuovo governo cittadino. La «guerra» non è solo tra le forze politiche ma anche all'interno degli stessi partiti. Per Fulvio Lecciso potrebbe profilarsi la presidenza del Consiglio. E il sindaco Poli Bortone potrebbe calare il suo asso nella manica

 

Troppi «appetiti»: il Polo già si infiamma
Forza Italia rivendica i Lavori pubblici o l'Urbanistica. E nell'Udc rischia di nascere un caso

 


Giunta, troppi appetiti per pochi posti. Quando ancora è distante la proclamazione degli eletti in Consiglio, nei partiti del centrodestra ci si accapiglia per guadagnare "la poltrona" nell'esecutivo. Ciascun candidato esibisce le proprie referenze che sono, innanzitutto, il numero dei voti ottenuti, ma non mancano altri titoli. La "guerra" non è soltanto tra le forze politiche della coalizione di governo cittadino ma anche all'interno dei partiti tra le diverse "componenti" e tra i singoli consiglieri. E pure l'eventuale allargamento a quattordici dei dodici assessori concordati non basterebbe al ripristino dell'equilibrio delle parti.

Ma andiamo con ordine, a partire dal primo partito, Forza Italia, al quale sarebbero stati attribuiti tredici consiglieri e, dunque, sei assessori (uno ogni due consiglieri). Fermo restando la delega di vice sindaco a Paolo Perrone - il più suffragato della lista - Forza Italia rivendica le deleghe all'Urbanistica (in sostituzione quella ai Lavori pubblici), all'Ambiente, ai Trasporti, ai Servizi sociali ed alle Attività produttive. Quest'ultima potrebbe non essere accordata a Roberto Marti - secondo degli eletti - come era apparso nelle prime ore. E poi, la richiesta dei Servizi sociali metterebbe scompiglio nell'Udc, il cui primo degli eletti è Andrea Corvaglia, da sempre in confidenza con il settore dell'assistenza e del volontariato. Ma l'Udc è attraversato pure da lotte intestine per la seconda ed ultima "posta" in palio, cui aspirano tutti e tre gli altri consiglieri eletti, Ennio De Leo, Luigi Rizzo ed Alfredo Pagliaro. Se dovesse essere rispettato la distribuzione una alla rappresentanza del Cdu (Corvaglia) e l'altra al Ccd, la "lotta" sarebbe tra Rizzo e Pagliaro. Quest'ultimo, tra l'altro, avrebbe scavalcato Rizzo, posizionandosi al terzo posto, in seguito ad una revisione dei voti. A questo punto, si porrebbe il problema di Ennio De Leo, che ha ottenuto un consenso maggiore.

Tornando a Forza Italia, ci sarebbe più di qualche imbarazzo nel riconoscimento di un assessorato alla componente di Ivano Leccisi, essendo rappresentata soltanto da Walter Liaci e non da due consiglieri, come concordato. Viceversa, non dovrebbero esserci difficoltà nell'accordare una delega assessorile a Fulvio Lecciso, già vice sindaco, il quale potrebbe pure essere indicato presidente del Consiglio, alla luce del risultato dei 788 voti che, però, potrebbero aumentare sensibilmente in seguito ad una verifica.

In An, Angelo Tondo, il più suffragato in assoluto, continuerebbe ad occuparsi di Lavori pubblici o, in alternativa, di Urbanistica. Anche perchè - è notizia dell'ultim'ora - Fausto Giancane potrebbe non far parte dell'esecutivo, avendo a cuore pure l'eventuale nomina alla presidenza dell'Ordine degli Ingegneri cui si dovrà procedere a breve. Una delega dovrebbe toccare pure a Gianni Garrisi ed un'altra alla componente di Alfredo Mantovano, che, però, non avrebbe alcun rappresentante tra i primi degli eletti. Nè si potrebbe non riconoscere un assessorato a Giuseppe Ripa, il quale passerebbe il testimone di capogruppo a Saverio Congedo.

I vertici dei partiti non nascondo un severo imbarazzo a proposito di Antonio Capone, la cui lista "Più forza per Lecce" non ha ottenuto i due seggi concordati per l'assessorato per soli venti voti, ma si è attestato sull'apprezzabile percentuale del 4,2. Qualcuno ipotizza l'attribuzione della presidenza del Consiglio, trasferendo a Lecciso una delega assessorile. Infine, situazione apparentemente tranquilla per la lista "Per Lecce e le marine", che, avendo ottenuto due consiglieri, non fa fatica a versi riconosciuto un assessorato. Nessun problema dovrebbe esserci per l'attribuzione a Salvatore Bianco, già assessore alle Marine ed alla Casa. «Ora vorrei fare un salto di qualità» osserva Bianco, il quale, però, potrebbe essere insidiato da Fiorino Greco, secondo degli eletti.

Infine, non è da trascurare la possibilità di un'asso che il sindaco potrebbe tirare dalla manica. Intanto, Adriana Poli Bortone ha messo momentaneamente da parte le questioni del Palazzo per dedicarsi agli impegni del Parlamento di Bruxelles. er il lavoro stagionale.

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