ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su LA GAZZETTA DEL MEZZOGGIORNO Giovedì 30 maggio 2002

Domenico Russo Rossi


In un clima di altissima tensione in aula approvati importanti articoli della legge Bossi-Fini

 

Immigrati, sì alle impronte
Tensione alla stelle tra Lega ed ex Dc. Verso il voto di fiducia

 


ROMA - Con gli immigrati (extracomunitari) si potrà invertire un antico modo di dire: quello che ammonisce a far attenzione ad offrire il dito quando c'è il rischio che si prendano la mano. Varrà il contrario perchè all'immigrato che ci tende la mano (sia per chiedere aiuto, sia per offrire il suo lavoro manuale per compiti che ormai nessun di noi vuole più svolgere) noi invece gli prenderemo il dito (indice): per «schedare» le sue impronte digitali. E' la novità del nuovo testo della legge sull'immigrazione, all'esame della Camera, approvata ieri dalla maggioranza con le proteste dei deputati delle opposizioni che oltre a votare contro, in qualche caso, hanno preferito uscire dall'aula al momento del voto (come ha annunciato Maura Cossutta del Pdci) per prendere le distanze da una norma ritenuta «razzista».

Impronta, pro e contro

- L'impronta digitale, naturalmente, rafforza la certezza identificativa e quindi la sicurezza. Ma allora perchè non la si prende, hanno detto le opposizioni, a tutti, italiani compresi? Ci sarebbero, ha fatto sapere il Garante, problemi di privacy. Insomma una volta presa l'impronta tutta la nostra vita sarebbe schedabile: dovremmo usare in permanenza i... guanti per ritagliarci angoli di riservatezza. E gli immigrati non hanno questo diritto? Si replica: ma ci sono altri problemi da considerare come la lotta al terrorismo, i clandestini dei traffici di droga ecc. E allora, è la controreplica, perchè non prendere l'impronta almeno agli italiani «pericolosi» per questi stessi reati? Ed inoltre se la norma vale per tutti gli extracomunitari, anche ai cittadini-Usa saranno prese le impronte digitali? Si rischia un caso diplomatico internazionale con Usa, Svizzera ecc.?

E le impronte dei deputati? I leghisti dicono no

- E' scoppiato ieri l'ennesima tenzone sui deputati «pianisti», quelli che votano per i colleghi assenti (e vicini di banco) per far aumentare i voti di schieramento. Il fenomeno è diffuso nei due schieramenti anche se, ieri, sono stati soprattutto i deputati delle opposizioni a lamentarsi per i «pianisti» della maggioranza. Un comportamente oggettivamente scorretto e... disonesto. Nelle scorse settimane il rpesidente della Camera Casini ha ipotizzato una modifica al sistema elettronico di voto dei deputati, ipotizzando un meccanismo di riconoscimento dell'impronta digitale: il deputato assenteista dovrebbe lasciare il proprio...dito (ora si limita a «dimenticare» la tessera magnetica) per consentire il trucco del «pianista». Il più secco no alla proposta-Casini è giunto però dalla Lega, proprio il partito che più si è battuto per le impronte agli immigrati.

Il caso politico dell'Udc

- Il caso politico però non è sulle impronte ma un emendamento dell'Udc che chiede di «regolarizzare» la posizione di chi lavora. No della Lega con dure critiche ai «centristi» dell'Udc; no (ma senza infierire sull'Udc) di An; ma sbattere la porta in faccia ai «centristi» non è possibile e la questione sarà dipanata, come tutti pensano, venerdì in consiglio dei ministri, cosa che farà slittare sia pure di poco l'esame della Camera sul ddl che avrebbe dovuto chiudersi oggi.

Le posizioni

- L'Udc, e in particolare il presentatore dell'emendamento Tabacci, sostiene che per rinunciare all'emendamento il governo deve impegnarsi ad effettuare questa regolarizzazione con un provvedimento ad hoc, magari nella forma del decreto-legge da deliberare nel giorno in cui la nuova legge entra in vigore. I leghisti, col capogruppo Cè, dicono che i patti nella maggioranza non erano questi, che la regolarizzazione sarebbe un'ennesima sanatoria e che dunque si vada al voto di fiducia sul governo e chi voterà contro (l'Udc) se ne assumerà le responsabilità politiche, particolarmente gravi se il governo dovesse essere battuto visto che sull'emendamento-Udc sono d'accordo i diversi gruppi dell'opposizione. Ma il ministro Buttiglione (Udc) ha replicato che non bisogna forzare le cose «imponendo» il voto di fiducia, perchè basterebbe un voto ordinario in quanto i margini della maggioranza sono talmente ampi da consentire anche qualche voto di dissenso.

Addìo sponsor; non più una «regola» quella dei flussi, sì agli «scafisti pentiti»

- Tra le norme approvate quella che prevede la metà della pena per gli «scafisti» che si «pentono» aiutando gli inquirenti. Bocciati invece gli emendamenti per ripristinare la figura del cosiddetto «sponsor», cioè l'azienda o la famiglia che si fa garante dell'effettivo lavoro, presso di sè, dell'extracomunitario. C'era nella legge Turco-Napolitano, non nella nuova Fini-Bossi: anche in questo casoo qualche defezione interna alla maggioranza, ma era «solo» il nuovo-Psi di Bobo Craxi (favorevole allo sponsor come le opposizioni) ed il caso politico non è deflagrato. L'arrivo degli immigrati continuerà ad essere gestito sempre con il criterio dei «flussi», ma la nuova norma stabilisce che il governo «può» emanare il provvedimento annuale sui flussi, insomma potrebbe anche non farlo.

I due pugliesi «duellanti»

- Sottosegretario all'interno nel governo di centrosinistra con delega sull'immigrazione il deputato pugliese Nicola Sinisi (Margherita); sottosegretario all'interno con delega sull'immigrazione il pugliese Alfredo Mantovano (An). E così, nell'esame parlamentare, si sono ritrovati spesso a duellare l'un contro l'altro. Sinisi ha criticato che non sia prevista la contestazione in forma scritta del diniego del visto di ingresso; Mantovano ha detto che il testo dice invece il contrario disponendo una deroga solo per motivi di sicurezza e ordine pubblico. Altro duello sullo «sponsor» (Sinisi a favore, Mantovano contro) partendo proprio da alcune cifre fatte dal sottosegretario in carica sul «fenomeno sponsor», cifre che l'ex-sottosegretario ha invece contestato. Ed ancora sulla questione dei flussi ecc.

vedi i precedenti interventi