ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
(Sezione: BARI CITTA'   Pag.   29  )
Martedì 15 ottobre 2002

Gaetano Campione

Firmato in Prefettura il protocollo d'intesa con 5 Comuni alla presenza del sottosegretario all'Interno Mantovano

Sicurezza, ecco come cambierà la città
Poliziotto di quartiere a Poggiofranco e San Paolo. Tutelato chi denuncia il racket
Aumentano i controlli sui circoli ricreativi, appalti monitorati, strade più illuminate


 

Trasformare la sicurezza da principio astratto a fatto concreto. E' la scommessa del prefetto, Tommaso Blonda, con i sindaci di cinque Comuni (oltre al capoluogo, Andria, Barletta, Molfetta e Trani), sottoscritta alla presenza del sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. Il protocollo riguarda 640mila abitanti, più di un terzo della Provincia, e prevede una serie di iniziative la cui validità sarà verificata tra sei mesi. Proprio per evitare che l'enunciazione di belle parole rimanga tale solo sulla carta. Cosa canbierà, in concreto? Innanzitutto il controllo del territorio. Perché per combattere un fenomeno, bisogna prima conoscerlo. Ecco, allora, il «crime mapping», la mappa del crimine, elaborata con i dati raccolti dal comitato permanente di monitoraggio e controllo (Prefettura-Comune) e forniti al gruppo di lavoro dei tecnici (forze dell'ordine). La chiave di lettura sarà aggiornatissima perchè non saranno esaminati solo gli esposti e le denunce ufficiali, ma anche le proteste dei cittadini e gli articoli dei giornali. Ancora iniziative. Come quella del forum annuale con le associazioni antiracket e antiusura, per acquisire proposte, effettuare bilanci, illustrare le possibilità offerte dalla legge e le intese fra gli istituti di credito e i consorzi di garanzia associati ai Cofidi.

In Questura, inoltre, è stato istituito un ufficio per la presentazione di denunce da parte delle vittime di estorsione e usura «con le opportune garanzie di riservatezza». Il personale potrà anche predisporre in tempo reale iniziative mirate alla sicurezza di chi denuncia. Insomma, non più cittadini abbandonati e lasciati soli.
Controlli mensili saranno poi disposti sull'attività dei circoli ricreativi, spesso punto di riferimento per la microcriminalità. Cambierà anche la regolamentazione comunale legata al rilascio delle apposite licenze. Dal controllo alla tutela del territorio: potenziamento dell'illuminazione pubblica (il buio favorisce i delinquenti), monitoraggio dell'abusivismo edilizio e ripristino dello stato dei luoghi compromessi (la criminalità investe copiosi flussi di danaro in questi settori), concreta destinazione dei beni confiscati alla Piovra spa alle finalità alle quali sono stati assegnati. Altre verifiche. Ogni sei mesi si valuterà l'efficacia dei presìdi fissi di polizia e l'utilizzo di unità mobili in particolare nei «punti sensibili».

Entro metà gennaio, infine, partirà il progetto «poliziotto di prossimità» in fase sperimentale. Per sei mesi, al San Paolo e a Poggiofranco, vigili urbani, poliziotti e carabinieri, percorreranno in lungo e in largo le strade del quartiere, si fermeranno a chiacchierare con cittadini e commercianti per avere «il polso della situazione». «Non è in discussione la lotta alla criminalità organizzata - ha precisato Mantovano - perchè quella compete ad alcune forze di polizia e al coordinamento poi da parte della Dda. Qui parliamo del terreno di coltura di ogni tipo di criminalità, soprattutto in alcune zone particolarmente degradate, rispetto al quale non sono necessari tempi biblici per ottenere risultati». Secondo Mantovano, «basta un po' di decisione e soprattutto di intervento coordinato: i risultati si possono raggiungere anche in tempi ristretti».
Altri obiettivi dell'accordo riguardano l' emersione del lavoro nero, la razionalizzazione degli istituti di vigilanza, il monitoraggio degli appalti di maggior rilievo.


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