ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
(Sezione: IN PRIMO PIANO   Pag.   3   )
Mercoledì 25 Giugno 2003

Salvatore Avitabile

IN SALENTO

Maritati: d'accordo con lui, ma doveva dirlo prima. Marti: mai pensato di rientrare in giunta


 

LECCE - Sembra assurdo ma è vero: almeno per una volta il senatore ds Alberto Maritati, capo dell'opposizione dell'Ulivo nel consigito comunale di Lecce, si dice d'ccordo con il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. E, commentando l'intervista sulla questione morale nella Casa delle Libertà rilasciata ieri al «Corriere» dal «delfino» di Gianfranco Fini, Maritati ha le idee chiare. Dice: «Io condivido l'intervista di Mantovano, ma ho un solo timore. Che questa posizione, molto tardiva, sia essenzialmente dettata da esigenze strategiche interne, la necessità di emergere all'interno della Cdl e di An». E ancora: «Mantovano è in una situazione di competività con Raffaele Fitto. Mi chiedo: perché in consiglio comunale a Lecce gli esponenti del suo partito sono su posizioni opposte? Perché c'è una sfasatura nel suo partito a Lecce? O Mantovano è isolato oppure le sue dichiarazioni sono il frutto di una strategia ben definita».


NON PIU' I MUSCOLI - Ancora Maritati: «Nulla toglie, però, all'esattezza delle sue affermazioni. A Mantovano dico: ti vedo ragionare e non agire solo sulla spinta dei muscoli, perché in passato ha sempre attaccato in maniera spregiudicata l'avversario politico. Oggi finalmente prendo atto che, spero per motivi ideali, Mantovano si accorge che a Lecce c'è una questione morale ande quanto una montagna e che non si può fare finta di nulla. Le cose denunciate da Mantovano noi le abbiamo già dette a Palazzo Carafa, in cambio abbiamo ricevuto attacchi durissimi. Io, come ha fatto Mantovano ieri, ho sempre separato la questione giudiziaria da quella politica. Resta pero un esigenza di giustizia che nulla deve togliere o aggiungere al momento politico».


IL CASO-MARTI- Aggiunge il senatore ds: «A Lecce c'è una istanza parzialmente inevasa di giustizia e in Puglia la questione morale sta nemergendo. Stanno riesplodendo i casi di corruzione e di commistione con la criminalità di fasce di un ceto politico al vecchio sistema. E' una commistione a tutti i livelli ma io parlo solo del consiglio comunale di Lecce dove i partiti della maggioranza hanno ostentato l'assoluto disprezzo dei principi fondamentali di trasparenza e di legalità, con la violazioni di legge che noi abbiamo denunciato ma la maggioranza copre tutto». Spiega Maritati: «La richiesta al prefetto per lo scioglimento del consiglio comunale è servita da deterrente perché un assessore si è dimesso. Ma se dovesse tornare in giunta, lo dice lo stesso Mantovano, li problema potrebbe riproporsi. Noi abbiamo agito con grande senso di responsabilità politica, per niente giustizialisti. Oggi ci accorgiamo che una parte del centrodestra accoglie le nostre istanze mentre l'altra parte si ricompatta. Poli Bortone e l'inchiesta sul Comparto 59? Se la sindaca dovessere essere rinviata a giudizio, dovrà governare fino alla fine della legislatura, non saremo giustizialisti e rispetteremo le decisioni della magistratura che dovranno essere trasparenti e tempestive. Poli Bortone però ha fatto grandi errori politici».


IL CASO-BARI - Così interviene su Mazzaracchio: «Le dichiarazioni di Mazzaracchio sono un attacco al cuore della democrazia. E' assurdo dire che le persone che ritengono di aver subito un torto, prima di andare dal giudici, devono rivolgersi al partiti». Ieri Mazzaracchio ha chiarito meglio ll suo pensiero. Eccolo: se è stato consumato un reato la strada non può essere che quella della magistratura. E sull'inchiesta di Brindisi Maritati dice: «Io non conosco le vicenda ma onestà e trasparenza valgono per tutti. Se a Brindisi c'è qualcosa di illegale, va subito accertato ed io sarò pronto a denunciare. Non mi pare calzante il richiamo di Mantovano, le vicende di Brindisi non hanno a nulla a che vedere con le connivenze tra politica e criminalità».


PARLA MARTI - L'ex assessore di Forza Italia, Roberto Marti, commenta non senza amarezza le dichiarazioni di Mantovano. «Non ho mal pensato di voler rientrare in giunta e mal l'ho chiesto al partito». E sull'argomento è intervenuto il capogruppo consiliare di Forza Italia, Michele Giordano. Che dice: «Sul caso-Marti, Forza Italia non ha preso alcuna decisione ufficiale, né Marti aveva fatto pressione. Ci pare opportuno sottolineare che in vicende che hanno coinvolto alcuni amministratori il solo Marti ha avuto la sensibilità di farsi da parte per consentire alla magistratura di svolgere gli accertamenti. Ogni partito in questa provincia guardi al suo interno (come le vicende Blu Moon a Bari e Campi Salentina). Non abbiamo mal utilizzato lo strumento giudiziario per demonizzare avversari o mettere In crisi pubbliche amministrazioni. Su Marti decideremo in modo autonomo».


 

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