ALFREDO MANTOVANO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO
MINISTERO DELL'INTERNO

 


Interventi sulla stampa

 

Articolo pubblicato su la Voce
(Sezione: Cronaca di Rimini    Pag.     )
Sabato 26 ottobre 2002

pfb


"Il prefetto e il questore sapevano tutto"


 

RIMINI - Il prefetto di Rimini e il questore della città sapevano tutto del blitz che da lì a poco i carabinieri avrebbero effettuato nella mensa dei poveri gestita dai frati cappuccini. Sapevano, e dunque - per traslato - hanno approvato. Altrimenti sarebbero intervenuti, per esempio per consigliare modalità di azione meno clamorose rispetto a quelle poi utilizzate dall'Arma e che tante polemiche hanno scatenato. E' quanto emerge dalla risposta che il sottosegretario al Ministero degli Interni, Mantovano, ha fornito ieri all'onorevole Sergio Gambini nell'aula di Montecitorio. "L'intervento dei carabinieri era stato anticipato al prefetto e al questore - ha detto testualmente Mantovano - da una comunicazione preventiva indirizzata e pervenuta ai destinatari in data 15 ottobre (pertanto il martedì precedente il blitz del giovedì Ndr). Dunque, non vi sono state nè iniziative autonome da parte dell'Arma dei carabinieri, nè difetti di coordinamento fra le autorità di polizia". Secca, davanti ad un sottosegretario - dicono - irritato, la replica di Gambini: "Ascolteremo succesivamente quanto dichiareranno gli ambienti sia della questura che della Prefettura che, fino ad oggi, in qualche modo, avevano negato di aver ricevuto informazioni sulla materia, e che non hanno nascosto il proprio disappunto su quanto è avvenuto in quell'episodio".

Ce n'è a sufficienza non solo per riportare in prima pagina il blitz alla mensa dei poveri, ma anche per chiedere lumi e conto ai protagonisti di una vicenda che si sta facendo sempre più intricata e meno limpida. Perché è inutile nascondersi che il tentativo di "scaricare tutto" sulla "sollecitazione del religioso responsabile della mensa, padre Lazzaro Corazzi il quale ha chiesto espressamente - ha spiegato testualmente il sottosegretario Mantovano - l'intervento dell'Arma per contrastare episodi di illegalità e disturbo", pare a questo punto decisamente una forzatura. Perché non è di questo che si sta discutendo. E perché padre Lazzaro, da quanto si apprende da ambienti vicini alla Curia, avrebbe chiesto sì di intervenire, ma per controllare. Da qui la rabbia del vescovo che è esplosa nel giorno successivo al blitz e che pare non si sia ancora placata. Rabbia che anzi, dopo l'interrogazione del parlamentare diessino (e la risposta del governo), potrebbe nuovamente esplodere. Perché di quella operazione sapevano in tanti, oltre ai Carabinieri. Sapevano questore, prefetto e, per quanto in maniera indiretta, persino il comandante della Polizia municipale. Forse anche qualche politico.

Insomma: solo il vescovo e padre Lazzaro erano completamente all'oscuro di quanto stava per accadere in casa loro. Poi c'è stata la "fuga dalla responsabilità", che è una cosa diversa. Ci sono i stati di distinguo e i troppi silenzi fingendo di non sapere che sono un'altra cosa ancora. Lasciando i carabinieri con il cerino in mano e in mezzo alla polemica. Difesi ufficialmente - e per la prima volta - solo ieri dal sottosegretario agli Interni. Come era giusto e logico aspettarsi. "I risultati di tutto questo clamore? Li ha elencati lo stesso sottosegretario: nessun disturbatore individuato, nessun espulso. Di 67 persone controllate, 37 non sono state in grado di dimostrare la regolare presenza sul territorio nazionale e sono state invitate a regolarizzare la propria posizione. Di fronte a questa inefficacia rimango stupito che da parte del governo non ci sia stata nemmeno mezza parola di scusa e di rammarico per quanto è avvenuto; coprendo un'operazione priva di ogni risultato e, alla fine, dannosa per l'immagine delle forze preposte alla tutela dell'ordine pubblico il cui indiscusso impegno rischia così di essere svilito", chiude Gambini. "Mi sarei aspettato proprio una maggiore sensibilità verso la delicatezza di ciò che è avvenuto e che ha destato così grande sconcerto nell'opinione pubblica. Se ci sono dei disturbatori, vanno individuati e colpiti. Ma lo si può fare in tanti modi...".


vedi i precedenti interventi